Ci sono persone che non lasciano soltanto buoni ricordi, ma tracce profonde nel cuore di una comunità.
Don Pippo Curatola è stato una di queste, non sarà mai dimenticato.
Lui non amava le luci della ribalta, mar il suo impegno pastorale, sociale e umano a favore delle comunità locali è stato semplicemente straordinario
Chi lo ha conosciuto ricorda il suo dolce sorriso, lo sguardo attento, il modo in cui sapeva fermarsi ad ascoltare davvero.
In un tempo in cui tutto corre veloce, Don Pippo insegnava con l’esempio il valore della lentezza: quella che permette di accorgersi degli altri, di cogliere le ferite nascoste, di dare spazio alla speranza.
Le sue parole, arrivavano al cuore di chi lo ascoltava e restavano scolpite per sempre.
Per molti è stato un padre spirituale; per altri, un amico; per tutti, un punto di riferimento.
Ha attraversato stagioni diverse della vita comunitaria, condividendo gioie e fatiche, battesimi e lutti, feste e silenzi. E in ogni circostanza ha portato con sé una fede concreta, fatta di gesti quotidiani più che di formule.
La sua eredità non è fatta di opere materiali, ma di legami.
Vivrà nei ricordi di chi ha trovato conforto in una sua parola, nei giovani che ha incoraggiato, nelle famiglie che ha accompagnato nei momenti difficili. Vive nel modo in cui ha insegnato a guardare il Vangelo: non come un testo lontano, ma come una strada da percorrere insieme.
Don Pippo Curatola era nato a San Lorenzo, in provincia di Reggio Calabria, il 19 settembre 1945.
È stato un noto sacerdote dell’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova.
Dopo gli studi in seminario, è stato ordinato sacerdote e ha iniziato il suo ministero in diverse parrocchie del territorio.
Storico direttore di Avvenire di Calabria per 34 anni, docente di filosofia e guida spirituale per intere generazioni
Ricordo tantissimi anni fa, quando era venuto a Gioia Tauro, chiamato da Mons. Albino Caratozzolo, allora guida della Parrocchia San Francesco da Paola, la mia emozione nel parlagli e nell’ascoltare il suo discorso.
Ero orgogliosa di averlo conosciuto da vicino.
E come tutti quelli che lo hanno conosciuto, non lo dimenticherò mai.
La sua eredità resterà viva per sempre.
Caterina Sorbara



