Ex-pat: straniero due volte di Salvatore Canzio è un libro molto interessante.
Il ritratto delicato di un’anima in transito, sospesa tra il mondo che ha lasciato e quello che non riesce ad abitare fino in fondo. Un viaggio nato dal bisogno, che si fa ricerca di sé, tra nebbie del Nord e memorie del Sud. Sullo sfondo dell’emigrazione moderna, si intrecciano solitudine, nostalgia e il silenzioso desiderio di ritorno. Un racconto intimo e universale, perché a volte partire non è fuggire, ma l’unico modo per ritrovare la strada verso casa.
L’opera è stata presentata a Taurianova, domenica 8 febbraio, nell’incantevole Chiesa degli Artisti
L’evento si è aperto con i saluti della dott.ssa Cettina Nicolosi, direttore artistico della Chiesa degli Artisti, che dopo aver salutato i presenti, ha introdotto l’evento
Ha dialogato con l’autore Don Cesare Di Leo e il Prof. Francesco Villì, dando vita a un dibattito su temi centrali del libro: la vita all’estero, il senso di appartenenza, la nostalgia degli affetti, la solitudine e le soddisfazioni professionali e personali che derivano dall’esperienza di vivere lontano dalla propria terra.
Il confronto ha stimolato riflessioni sul dualismo tra radici e nuove possibilità, sulle scelte che segnano la crescita individuale e sull’importanza delle relazioni nel sentirsi davvero “a casa”.
La serata è stata allietata dagli intermezzi musicali di Paolo Martino e Giulia Battaglia, che hanno accompagnato l’evento con momenti di grande suggestione.
L’incontro ha confermato come la narrazione dell’autore, intrecciando esperienze personali e riflessioni universali, sappia parlare sia a chi ha vissuto lontano dall’Italia sia a chi si confronta quotidianamente con il tema dell’identità e dell’appartenenza.
Numeroso, attento e qualificato il pubblico presente.




