È la passione e l’amore per la terra natale, per la gente che affolla i ricordi e, l’età trascorsa fra i banchi della vecchia scuola; nella maturità l’artista prova a rimodellare la materia preziosa per renderla viva e presente.
Come scriveva Marcel Proust: “i veri paradisi sono i paradisi che si sono perduti”, ma nelle mani del maestro orafo Rocco Epifanio quei paradisi d’infanzia non vanno per niente dimenticati.
I giorni di festa e il suono di quelle antiche campane si fondono: tutto rinasce in mille monili pregiati, in mille lavori inventati che, sembrano evocare i versi di Dino Campana: “fuso il metallo, il fulgido monile sorgeva”.
Fautore di questa bella rinascita è il maestro Epifanio, autentico “archeologo dell’anima”, ricercatore ingegnoso che, da oltre un quarantennio porta avanti la sua attività d’arte orafa nel cuore di Roma.
Di recente, il maestro ha voluto festeggiare la sua quarantennale attivita, con una grande esposizione realizzata, presso la storica Biblioteca Casanatense, nel cuore dell’Urbe.
Oggi, con l’addentrarsi ancora in quest’eterno viaggio nell’anima, l’artista volge lo sguardo e fa ritorno alle proprie radici, sotto l’ombra di della “torre e di quell’ulivo”.
L’evento Agostano è stato supportato dalla Pro Loco e dall’Amministrazione Comunale della città di Oppido Mamertina.
Va in scena una mostra una bellissima antologia della sua opera di pittore e di orafo, in mostra talento e ingegno, tutto si svela in questa nuova esposizione dal titolo fortemente evocativo: “Frammenti e Trasmutazioni”.
Il programma prevede l’apertura delle sale per tutti i visitatori da Venerdì 21 Agosto a Domenica 23 Agosto.
Agli occhi di chi si accingerà a far visita alla mostra, si apriranno scenari significativi, sarà possibile assistere a una vera narrazione epica, snocciolata attraverso tante piccole maschere, appositamente realizzate dal maestro Rocco Epifanio.
Il “Teatrum Mundi e la Maschera” sono il fulcro di questo percorso creativo, che in realtà sono l’arricchimento di quell’ultima fatica che ho condiviso con Rocco: “Il Giro del Mondo”, nella tradizione popolare delle maschere; un grande viaggio antropologico, frutto di studi minuziosi su centinaia di maschere in uso da tutta l’umanità di ogni tempo e di ogni latitudine.
Un lavoro certosino che è già stato proposto a Roma nella straordinaria cornice di Via Giulia, a pochi metri dal palazzo della scimmia, presso i saloni della libreria del nostro amico conterraneo, editore della grande arte, “Gangemi”.
È un lavoro affascinante davvero, al quale hanno dato un buon contributo, nel tempo, alcuni amici residenti in terre lontane.
Un cammino transoceanico che richiama la grande letteratura argentina di Jorge Luis Borges: “un uomo si propone il compito di disegnare il mondo… e poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee, traccia l’immagine del suo volto”.
Nelle creazioni di Epifanio, ogni maschera diventa una linea di questo immenso labirinto globale.
Oggi il pubblico potrà scoprire e riflettere facendo visita alla mostra nelle sale del monumentale Palazzo Grillo in via Marino Zuco.
L’evento prenderà ufficialmente il via con la conferenza d’inaugurazione prevista per la serata di venerdì 21 agosto alle ore 21:00, in quella splendida cornice che è la Sala degli Stemmi della bellissima Cattedrale cittadina.
L’opera di Epifanio sulle maschere si connette direttamente alle radici della Magna Grecia, culla del teatro occidentale.
Nei frammenti del commediografo magno-greco Epicarmo, la maschera non era un semplice travestimento, ma l’archetipo che svelava la vera natura umana attraverso la deformazione grottesca. Questo legame profondo tra l’artificio teatrale e l’essenza dell’essere rivive anche nella grande tradizione letteraria Spagnola; mi viene in mente la bella riflessione del poeta Federico García Lorca: “La maschera… ci insegna che la verità non sta nel volto, ma nel mistero che esso nasconde”.
Nei monili di “Frammenti e Trasmutazioni” l’oro si fa duttile come il verso antico, richiamando a noi gli epigrammi di “Leonida di Taranto”, mi riferisco ai versi custoditi nell’Antologia Palatina, dove l’aurore ci ha narrati che gli oggetti quotidiani e le maschere teatrali, venivano offerti agli dei come ex-voto, perché erano considerati come ponti sacri tra l’umano e il divino.
Tante le presenze delle più celebri maschere della tradizione regionale italiana.
Oggi i metalli preziosi scolpiti da Epifanio superano la rigidità della materia per farsi interpreti della modernità.
Impossibile non scorgere in questa ricerca l’aria delle note Pirandelliane: “Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”.
Eppure, l’indagine del maestro orafo compie il percorso inverso. Non si ferma alla finzione del celebre scrittore, ma scava nelle immensità del mondo delle maschere etniche popolari dell’intero globo, alla ricerca di quell’unanimità e di quell’identità che appartengono come la pelle all’uomo.
Una ricerca umana vibrante, potente come nella cultura tribale del Brasile di João Guimarães Rosa, che ha scritto nel suo capolavoro: “l’essere umano è l’essere che si cerca”; un’eterna ricerca di sé che, Epifanio materializza nel metallo.
Le sue opere scavano nel profondo del tempo, quasi a voler catturare quella voce ancestrale della letteratura d’Africa, quelle parole dello scrittore nigeriano Chinua Achebe: “Il mondo è come una maschera che danza. Se vuoi vederla bene, non devi stare fermo nello stesso posto”.
E, si …bisogna viaggiare, proprio come ci fa fare questa mostra.
I tratti incisi nell’oro, di Epifanio, non nascondono, ma rivelano, diventano, per usare le parole di Oscar Wilde, lo strumento supremo di verità: “L’uomo è meno se stesso quando parla in persona propria. Una maschera tante volte dice più cose di un volto”. Più verità.
Questo “Giro del Mondo” si fa allora un compendio transoceanico di volti, miti e sogni, dove la tradizione magno-greca dialoga con le culture d’oltreoceano, con il Brasile, l’oriente, le americhe e l’Africa, unendo terre distanti con un sottile filo d’oro e, la maestria di un artista artigiano tutto da scoprire, dove ogni cosa mostrata è: pura poesia del cuore.




