Rosarno guarda al 2029: al via il percorso per la candidatura a Capitale italiana della Cultura

Author: Nessun commento Share:

 

ROSARNO – Un progetto che parte dal passato per guardare al futuro. Rosarno ha ufficialmente avviato il percorso per concorrere al titolo di Capitale italiana della Cultura 2029, entrando così nella competizione promossa dal Ministero della Cultura.

L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Pasquale Cutrì, ha istituito un organismo di coordinamento e indirizzo che avrà il compito di accompagnare la città nella costruzione del dossier di candidatura. L’obiettivo è mettere insieme istituzioni, associazioni, realtà culturali e soggetti del territorio per elaborare una proposta condivisa e capace di raccontare l’identità di Rosarno.

Il Comune ha infatti scelto di puntare su un percorso di progettazione partecipata, raccogliendo idee e proposte provenienti dal mondo dell’associazionismo e della cultura locale. Tra i progetti già richiamati nel decreto figurano quello dell’Associazione culturale “La Città dei Mestieri e delle Professioni”, denominato “Medma 2029 – Agorà del Mediterraneo – Rosarno, dalle radici della Magna Grecia alla città plurale del futuro”, e la proposta “Synergia” dell’Associazione Amici della Musica N.A. Manfroce APS.

L’organismo costituito dall’amministrazione avrà dunque una funzione di raccordo e supporto, con il compito di coordinare le diverse progettualità e accompagnare il percorso verso la definizione della candidatura.

Rosarno è una delle 17 città italiane che hanno manifestato ufficialmente il proprio interesse a concorrere per il titolo. La Calabria è presente nella competizione con cinque candidature: oltre a Rosarno, ci sono Amantea, Corigliano-Rossano, Cutro e Marcellinara.

Il percorso stabilito dal Ministero prevede una prima selezione: entro il 16 dicembre 2026 saranno individuate le dieci città finaliste. Le amministrazioni selezionate dovranno poi presentare il proprio progetto nel corso delle audizioni pubbliche, previste entro il 10 marzo 2027. Il 25 marzo successivo la giuria dovrebbe proporre al Ministro della Cultura la città destinata a ottenere il titolo.

Per la vincitrice è previsto un finanziamento di un milione di euro, destinato alla realizzazione delle iniziative inserite nel dossier di candidatura.

Per il sindaco Pasquale Cutrì, la partecipazione rappresenta soprattutto l’occasione per costruire una rete capace di valorizzare il patrimonio storico e culturale della città, insieme all’identità e alle energie del territorio. Un percorso che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà collegare le radici di Rosarno a una strategia culturale e di sviluppo rivolta al futuro.

Nel cuore della candidatura c’è anche la storia millenaria del territorio. L’antica Medma, infatti, rappresenta una delle testimonianze più importanti del passato di Rosarno.

Secondo le ricostruzioni storiche, furono i coloni locresi, provenienti dalla costa ionica e alla ricerca di uno sbocco sul versante tirrenico, a fondare Medma nell’area dell’attuale Pian delle Vigne. La data esatta della fondazione rimane ancora oggetto di discussione tra gli studiosi.

Le ricerche archeologiche  hanno infatti ampliato le conoscenze sul sito. Gli scavi condotti nel 2002 nell’area dell’attuale campo sportivo hanno portato a ipotizzare che la zona fosse frequentata già nella prima metà del VII secolo avanti Cristo, anticipando le precedenti ricostruzioni che collocavano la nascita dell’insediamento intorno al 580-570 a.C.

Medma compare anche in una testimonianza particolarmente significativa: il suo nome, insieme a quello di Hipponion e della madrepatria Locri, è inciso su uno scudo di bronzo dedicato nel santuario panellenico di Olimpia. L’iscrizione celebra la vittoria delle tre città contro Kroton, l’odierna Crotone, in un conflitto che gli studiosi hanno collegato alla celebre battaglia della Sagra, combattuta intorno alla metà del VI secolo a.C.

Un ulteriore riferimento alla città si trova nelle opere dello storico greco Tucidide, che racconta di un conflitto del 422 a.C. nel quale gli abitanti di Medma e Hipponion si schierarono contro la loro stessa madrepatria.

Nel 396 a.C. Medma e Hipponion furono conquistate da Dionisio il Vecchio, tiranno di Siracusa. Le vicende successive restano in parte da chiarire, anche se le testimonianze archeologiche mostrano che il centro continuò a essere vitale per buona parte del IV secolo e rimase attivo almeno fino alla fine del III secolo a.C.

La crisi arrivò successivamente, nel periodo delle guerre annibaliche. Con la riorganizzazione politica e amministrativa del territorio da parte di Roma, il centro sarebbe stato progressivamente abbandonato, mentre alcune delle sue funzioni furono trasferite verso il nuovo insediamento costiero di Nicotera Marina, dove dal I secolo dopo Cristo sarebbe sorta l’omonima statio.

La conoscenza dell’antica Medma si è arricchita nel corso del Novecento grazie alle ricerche archeologiche. Dopo le prime indagini condotte da Paolo Orsi agli inizi del secolo scorso, dalla fine degli anni Settanta l’attività della Soprintendenza ha permesso di ricostruire diversi aspetti dell’organizzazione urbana dell’antico centro.

Le indagini hanno evidenziato, soprattutto nell’area di Pian delle Vigne, un impianto urbano caratterizzato da strade rettilinee disposte secondo un’organizzazione regolare, documentata almeno dalla fine del V secolo a.C. e nel secolo successivo.

In diversi punti dell’attuale abitato sono inoltre emerse tracce di strade e abitazioni, con strutture destinate alla raccolta e allo smaltimento delle acque, oltre ad ambienti esterni probabilmente coperti da tettoie e portici.

Una parte importante di questa eredità è oggi custodita nel Museo Archeologico di Rosarno, mentre nelle vicinanze si trova anche il Parco Archeologico, luoghi che rappresentano una testimonianza concreta del legame tra la città contemporanea e la sua antica storia.

La corsa al titolo di Capitale italiana della Cultura può quindi diventare per Rosarno un’occasione per riportare al centro della narrazione cittadina il patrimonio archeologico, la storia di Medma e il patrimonio culturale contemporaneo.

Il progetto guarda al 2029, ma affonda le proprie radici in una storia che attraversa oltre due millenni. La sfida sarà trasformare questo patrimonio in una proposta capace di coinvolgere la comunità e di proiettare Rosarno verso una nuova stagione culturale.

Dal passato della Magna Grecia alla città del futuro: è questo il filo conduttore lungo il quale Rosarno si prepara a giocare la sua partita per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2029.

Caterina Sorbara

 

 

 

Condividi questo Articolo
Previous Article

Manutenzione corsi d’acqua, Regione e Prefettura insieme ai sindaci: presentati Masterplan e WebGIS per la sicurezza del territorio

Next Article

Il 10 e 11 ottobre a Catanzaro la prima edizione di POP CON. Tra gli appuntamenti più attesi Giorgio Vanni, Teen Forever Fiesta, K-Pop, Darick Robertson, cosplay, arcade e cinema

You may also like