Il brutto tempo investe il litorale, ma non ferma i festeggiamenti in onore dell’Immacolata. Un rito che vede i marinai di Nicotera Marina uscire dalla chiesa portando a spalla la statua della Madonna prime per le vie del paese e poi lungo la battigia immergendosi quasi completamente nel mare. Il vento, il mare agitato ed i nuvoloni neri minaccianti pioggia complicano un pò le cose, ma non bastano a scoraggiare né gli organizzatori né i fedeli che numerosi arrivano dall’intero comprensorio e dal Vibonese, nonché dai paesi della Piana di Gioia Tauro. Il programma religioso viene rispettato nei dettagli, mentre i festeggiamenti civili devono fare i conti con il peggioramento delle condizioni atmosferiche verificatosi nel tardo pomeriggio. La festa comincia di buon mattino tra le note della banda musicale, mentre sul lungomare prendono posto decine bancarelle di ogni tipo.
Poco dopo le ore 10, la chiesa comincia ad affollarsi. I fedeli gremiscono le navate e don Nunzio Maccarone sale sull’altare dando il via alla Santa Messa. Nell’omelia il parroco si sofferma sul significato della festa e sulla grandezza del messaggio lasciato dalla Madonna Immacolata alla comunità cristiana. Sfiora, poi, i temi d’attualità e lancia un messaggio di pace e solidarietà che tocca l’anima dei presenti. A rito concluso, la statua dell’Immacolata viene prelevata dai pescatori e portata sul piazzale. Da qui prende il via la processione che attraversa le vie principali della Marina per poi raggiungere la zona Nord del lungomare, attraversare la carreggiata e immettersi sull’arenile dove ad aspettare ci sono migliaia di persone.
La statua viene fatta entrare in mare nonostante l’aggressività delle onde. I marinai inneggiano alla Madonna e, al grido di “Viva Maria”, senza timore alcuno, cominciano a muoversi tra la battigia e lo spumeggiare dei frangenti. La spiaggia pullula di gente, la processione continua il suo cammino per qualche centinaio di metri. Poi la statua della Madonna viene riportata sul lungomare. Il parroco don Nunzio Maccarone, affacciandosi da un balcone, pronuncia l’omelia finale impartendo la benedizione. Il corteo si rimette in movimento e la statua dell’Immacolata rientra in chiesa. Da sottolineare che alla buona riuscita della festa, oltre ai pescatori, hanno contribuito cittadini e associazioni. Un piccolo contributo è arrivato anche dalle asfittiche casse comunali, mentre il servizio d’ordine è stato curato dal comandante della polizia municipale Gregorio Milidoni e dai Carabinieri di Nicotera Marina.
Stando alla leggenda che si tramanda di generazione in generazione, all’inizio dell’Ottocento, una nave, nell’attraversare il mare antistante la Marina, viene sorpresa dalla tempesta. Per evitare d’affondare, l’equipaggio getta in mare il suo carico compresa una cassa contenente la statua dell’Immacolata, che placatisi i marosi, approda sul litorale. I pescatori la prelevano e la portano in paese dove costruiscono una chiesa per ospitarla. Il terremoto del 1894 la distrugge lasciando intatta solo la statua della Madonna. Mons. Lacquaniti, col contributo dell’episcopato calabrese, avvia la costruzione dell’attuale chiesa dando il via ad una tradizione che tutti gli anni, puntualmente, viene rinnovata l’8 dicembre.