“Incomprensibili le motivazioni che hanno indotto la convocazione del consiglio comunale, se non per meri fini ragionieristici e di obbligatorietà legislativa, accertato che non appare evidente ciò che l’Ente si propone di fare attraverso lo strumento del Bilancio di previsione. Manca una relazione del responsabile politico del bilancio o, comunque, del sindaco su cui discutere”.
A criticare l’approvazione del Bilancio di previsione 2025/2027, è l’ex vice sindaco, oggi consigliere comunale di minoranza, Guido Ventrice
“Magari – afferma – l’amministrazione dirà che essendo l’Ente in dissesto è impossibile programmare. E allora chiedo se con il dissesto è ormai divenuto impossibile presentare al consiglio un programma di attività, magari ad impatto zero rispetto alle finanze dell’Ente. Domanda a cui non avremo mai risposta perché è evidente l’assenza di ogni capacità di programmare che va ad accentuarsi, maggiormente, nell’indisponibilità al confronto verso il consiglio comunale e verso ogni singolo cittadino di questo comune”.

L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Dato, per Ventrice, si sarebbe presentata nel civico consesso con una proposta di Bilancio prettamente ragionieristica, senza un disegno politico-amministrativo e senza alcuna prospettiva futura, rivolta unicamente al soddisfacimento delle imposizioni normative.
“Avrebbero potuto – dichiara Ventrice -, con la verifica del criterio di soddisfacimento della spesa, riformulare le tariffe sulle imposte comunali in modo da alleggerire la pressione sui cittadini, limitandosi alla sola e totale copertura dei servizi; Avrebbero potuto, a fronte delle nuove assunzioni, limitare l’esternalizzazione di ogni minimo servizio comunale o il ricorso a continui supporti esterni che si accavallano alle figure già presenti negli uffici; Avrebbero potuto evitare l’esternalizzazione della difesa in giudizio dell’Ente, affidandosi alle figure professionali già in dotazione organica; Avrebbero potuto programmare delle attività per il recupero economico e sociale di un contesto, oramai, fortemente degradato. Avrebbero potuto semplicemente, smettendo i panni dei burocrati ma non pare ve ne sia l’intenzione, limitandosi ad agitare, sempre e comunque, lo spauracchio del dissesto, non comprendendo che la gente è ormai conscia della presa per i fondelli che viene portata avanti”.
In tale contesto Ventrice formula alcune osservazioni. “Nel Bilancio si nasconde l’insidia di un nuovo dissesto. Cosa che l’amministrazione poteva comprendere, leggendola, dalla tabella dei parametri obiettivi ai fini dell’accertamento dello stato di Ente strutturalmente deficitario allegata al Bilancio. Si legge che i parametri sono otto e che gli Enti locali con almeno 4 di quei parametri fuori tolleranza sono da considerarsi Enti strutturalmente deficitari. Il Comune di Joppolo ha già sforato 3 di questi parametri e, probabilmente, è ad un passo dallo sforarne un altro. Magari nel momento in cui il Comune dovrà fare i conti con quanto sollecitato dall’Organo Straordinario di Liquidazione con la delibera n. 12 del 7.10.2024. In secondo luogo, è vero che il Comune di Joppolo si trova in stato di dissesto finanziario, ma è altrettanto vero che dopo oltre tre anni di questa sindacatura avrebbero dovuto dirci quando il dissesto verrà chiuso; Avrebbero dovuto dire a questo consiglio comunale che hanno letto e recepito il contenuto della delibera n. 12/2024 dell’OSL, che riafferma chiaramente che dopo oltre due anni dall’insediamento, l’amministrazione non è in grado di quantificare la massa passiva per le sue inadempienze. Inoltre rispondendo alla richiesta del Commissario liquidatore e ripristinando i fondi vincolati ci si avvierebbe verso la concretizzazione di una sorta di “dissesto nel dissesto” e che, così come stanno le cose, questo consiglio è stato indotto alla dichiarazione del dissesto finanziario sulla base di dati incompleti”.