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Nicotera Marina. Assegnato il primo premio di “Meravigliosa Città Mediterranea 2018” per il prestigioso“Giardino Botanico”. La consegna in una cerimonia il 21 marzo, inizio della primavera, tramite il Centro Studi CeSNI.

Il prestigioso riconoscimento del primo premio “Meravigliosa Città Mediterranea 2018” viene conferito a seguito della riscoperta del Giardino Botanico di Nicotera Marina progettato dal più grande architetto paesaggista italiano del novecento, Pietro Porcinai. (in foto) Tale premio viene conferito unitamente al riconoscimento ala città di Nicotera per una serie di caratteristiche peculiari di carattere storico, nonché delle tradizioni popolari e della valorizzazione di patrimoni culturali della città, quali: la Dieta Mediterranea Italiana di Riferimento; la Cava Romana; il Castello Ruffo; i Santuari e Chiese Cristiane; i quartieri Giudecca e Baglio; la presenza museale di Arte Sacra ed archeologica paleolitica nonché greco romana; il paesaggio; mare bandiera verde ed entroterra collinare del Poro; ettari di macchia mediterranea della pineta marina; tradizioni popolari; cittadini illustri.

Pietro Porcinai nato a Fiesole il 20 dicembre 1910, morto a Firenze il 9 giugno 1986, è stato il paesaggista italiano più grande del ‘900,  ideando parchi, giardini, terrazzi, tenute. Le sue sono architetture viventi, spaziose, metafisiche, prive di elementi decorativi, permeata da una visione filolosofica e poetica del giardino nel quale egli riconosce il luogo di incontro fra uomo e natura, luogo di meditazione e di serenità, concetto questo che egli sintetizza nel termine greco di paradeisos, con piante e fiori scelti per ridisegnare il paesaggio a ogni stagione. La sua opera più particolare nel mediterraneo è proprio quella realizzata nel meridione d’Italia a Nicotera, negli anni 1968/1970.

Il progetto riguarda il grande insediamento turistico Club Mediterranee e poi Club Valtur realizzato su un’area adibita in passato ad aeroporto militare. Il recupero ambientale si è concretizzato con la creazione di un ampio e rigoglioso giardino creato dal nulla in area tipo desertica. Porcinai ha ricostituito l’ambiente elevando una doppia duna di sabbia sul fronte del mare per proteggere dai venti marini e dalla salsedine il villaggio e creare un ambiente piacevole con un microclima idoneo. All’interno, altre dune contribuiscono a movimentare la sistemazione paesaggistica dell’insediamento e a separare le varie zone (aree comuni delle piscine, aree di ritrovo, campi sportivi, residenze). I rilievi vengono rinverditi con piante tipiche della macchia mediterranea ed ogni cortile viene caratterizzato da un’unica essenza per facilitare l’orientamento ai frequentatori del villaggio. Oggi il rigoglioso “giardino Botanico” è attenzionato dalla Sovrintendenza archeologica delle belle arti e paesaggio che prevede la messa in stato protetto e vincolato a tutela del bene, quale patrimonio culturale paesaggistico del mediterraneo.

Oggi il Villaggio è chiuso per necessità di restauro dovuto alla vetustà dei circa 50 anni dalla sua realizzazione e la ricostruzione dovrà tenere conto dell’immenso patrimonio paesaggistico del “Giardino Botanico” che diverrà una attrazione internazionale, all’interno di un nuovo villaggio turistico che offrirà il privilegio unico al mondo di trascorre le proprie vacanze all’interno di un bene tutelato paesaggisticamente dalla Sovrintendenza, in un connubio fra l’approccio greco-romano di hortus e quello persiano-orientale di paradeisos, affinchè l’uomo in vacanza veda soddisfatta l’ aspirazione del suo subcosciente al mito del giardino paradisiaco tra ficus, ninfee tropicali, casuarine, palme e papiri.

Bruno Zevi il 10 ottobre 1971 in un articolo su L’ESPRESSO dal titolo “Villaggio turistico a Nicotera Marina”, scriveva:“ Il villaggio turistico di Nicotera Marina, in Calabria, ipotizza un’alternativa radicale ai tipi insediativi che si moltiplicano nel Mezzogiorno. L’area su cui sorge il villaggio era stata spianata dalle ruspe durante l’ultima guerra, per essere adibita ad aeroporto militare. Porcinai ne ha ricostituito la fisionomia primitiva animando il panorama desertico con dune plasmate dal vento e dalla sabbia, e poi ha distribuito 15000 piante dai colori vivacissimi e dalle fogge più strane, attento però a non mescolarle arbitrariamente. Quando la vegetazione sarà cresciuta, dice l’esperto paesaggista toscano, a chi arriverà dalla strada nazionale o dalla ferrovia, il villaggio apparirà avviluppato in una macchia mediterranea, e quindi riparato dai venti; una volta all’interno, sembrerà come una grande perla da contemplare, da godere.

In un libro di Annamaria Conforti Calcagni edito nel 2011 da “Il Saggiatore”, dal titolo “ Una grande casa cui sia di tetto il cielo. Il giardino nell’Italia del Novecento, ”leggiamo: <Un intervento che potrebbe addirittura essere visto come un’operazione di recupero ambientale, fu in seguito, quello compiuto in Calabria a Nicotera Marina nei pressi di Vibo Valentia, dove il villaggio turistico Club Mediterranee e poi Club Valtur, di marina di Nicotera non andò a manomettere una natura di pregio, ma a convertire a un uso al passo coi tempi l’aria abbandonata di un ex aeroporto militare. Per cui una desolata spianata di sabbia litoranea seppe diventare, grazie all’opera di Pietro Porcinai non solo una prospera macchia mediterranea, ma soprattutto un vero giardino. Opportunamente e fortunatamente chiamato ancor prima che l’intervento edilizio vi avesse luogo, Porcinai ebbe così la possibilità di intervenire sulla stessa conformazione del sito, modificandone radicalmente l’andamento, specie attraverso la creazione di dislivelli e di dune, anche di considerevole altezza che, oltre a difendere le costruzioni dei forti 20 del mare, andarono anche a delimitare la differenti funzioni a cui il villaggio sarebbe stato preposto e a qualificarne le prerogative di modo che per esempio, gli spazi comuni, destinati all’accesso, ricevimento, al bar, la piscina, alla discoteca, al ristorante e così via, non solo trovarono una loro specifica definizione, ma risultarono anche visivamente e fisicamente separati da quelli delle singole abitazioni. Oltre alle pratiche funzioni che quegli imponenti movimenti di terra e vi seppero svolgere, essi corrisposero anche e in modo evidente a un presupposto di carattere estetico che ben presto non tardò a rivelarsi. Mentre infatti un gran numero di specie tappezzanti seppe dare a quelle incerte pendenze la solida consistenza di percorribili prati, una grande varietà di rampicanti riuscì a trasformare le semplicissime costruzioni in calcestruzzo prefabbricato in una sorta di verdeggianti architetture vegetali; alberi d’alto fusto andarono a garantire la frescura di riposanti zone d’ombra; una profusione di arbusti e di cespugli ne germinarono l’intero spazio e percorsi traboccanti di fiori disegnarono nel verde calcolate e sapienti strisce colorate. Per cui, vista nella sua totalità, l’opera andò poi a corrispondere all’idea di un unico grande giardino di cui Porcinai fu, da par suo, l’inventore geniale. Garantendo così a quel villaggio nascosto tra le dune una qualità che, nel tempo, sarà destinato soltanto a crescere.>

Anche la casa editrice Rubbettino ha pubblicato di recente, nella collana Rogerius, un saggio di Rocco Gangeni dal titolo: Un grande giardino di Pietro Porcinai in Calabria. Pietro Porcinai (Firenze 1910-1986), considerato da molti come il più grande paesaggista italiano del Novecento, ha progettato in Italia ed all’estero centi- naia di giardini pubblici e privati, spesso in collaborazione con alcuni dei più importanti architetti del XX secolo.

<In questa sede – prosegue Rocco Gangemi – vale la pena di citare solo alcuni tra i progetti più conosciuti e significativi realizzati da Porcinai che lavorò sempre a stretto contatto con i vari progettisti degli edifici che era chiamato a decorare col verde: la Piazza Beauborg davanti al Centre Pompidou a Parigi in collaborazione con gli architetti R. Piano e R. Rogers; la sede della casa editrice Mondadori a Segrate (MI) con l’architetto O. Niemeyer; il Parco Sempione di Milano con l’architetto V. Viganò e inoltre, il Parco della Favorita a Palermo. Tra le sue opere realizzate all’estero si annoverano tre parchi urbani in Arabia Saudita; l’Hansaviertel Park di Berlino; la collaborazione con l’Unesco per il trasferimento dei templi di Abu Simbel in Egitto; e numerosissimi giardini privati in tutto il mondo, moderni e storici nei quali è spesso intervenuto con attenti e filologici restauri; e per rimanere in Italia, tra gli altri: il Giardino della Olivetti a Pozzuoli (Na); il Giardino di Pinocchio a Collodi (PT). Pietro Porcinai in tutta la sua vita è stato uno strenuo difensore del patrimonio naturale e del paesaggio, in particolare di quello italiano riconosciuto fra i più belli, preziosi e fragili al mondo ma di cui ancora oggi poco ci si cura, e si è spesso impegnato per la promozione dell’insegnamento del verde, dell’arte dei giardini e del paesaggio soprattutto a livello universitario in Italia. Nel 1950 è stato fra i fondatori dell’AIAP (Associazione Italiana Architetti del Giardino e del Paesaggio) di cui è stato segretario e dal 1979 Presidente Onorario. Ha avuto importanti riconoscimenti internazionali ed è stato l’unico paesaggista italiano in grado di confrontarsi alla pari con i grandi progettisti europei ed americani. Numerose le sue pubblicazioni, il suo saggio più famoso è Giardini d’occidente e d’oriente (Milano – 1966) scritto con A. Mordini, nel quale Porcinai racconta la storia del Giardino attraverso il tempo nelle culture del mondo.>

A Nicotera il CeSni-Centro Studi Nicoterese e l’Accademia Internazionale della Dieta Mediterranea, conferiranno il primo premio di “Meravigliosa Città Meditetrranea 2018” e, tramite accordi da perfezionare, la città entrerà anche nel circuito del tour dei Giardini di Pietro Porcinai. Nell’ottobre del 2010 si è svolta la prima grande esperienza di Aiapp- Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio, in merito ad una apertura pubblica, con l’apertura di 4 giardini di Porcinai in Lombardia. E’ stata una prova generale di quello che quest’anno sarà una celebrazione nell’intero Paese, con oltre 25 giardini aperti, un forte coinvolgimento delle istituzioni che mai così numerose hanno dato patrocini e appoggio a simili iniziative. Il 2010 ha visto oltre 1000 persone coinvolte nelle visite, ha ricevuto encomi e lodi, ha avvicinato al verde e ai giardini un pubblico di esperti e di appassionati, è stato occasione di celebrazioni e di ricordi.

 

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