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Petilia Polcastro: un incanto del crotonese.

Petilia Policastro è un antico borgo, di presumibile impianto bizantino, circondato originariamente da mura difensive. Nel suo territorio, lungo i fiumi Tacina e Soleo, sono state ritrovate testimonianze di insediamenti di origine brettia, risalenti al IV e III secolo a.C.; ancora tracce romane, dalla Repubblica al tardo impero. Lungo il torrente Cropa, esistono delle grotte di origine naturale che sono state utilizzate sin dall’antichità forse da pastori durante la transumanza. L’abitato odierno, conserva ancora l’antico centro storico, mal tenuto, di chiara impronta bizantina. Vi sono segni dei secoli successivi, come i palazzi seicenteschi e settecenteschi; infatti i sovrani spagnoli, nel Seicento, inviarono la famiglia baronale dei Portiglia, per avere un completo controllo del territorio circostante; di questi esiste ancora il palazzo omonimo. Ancora, il palazzo Aquila, anch’esso seicentesco. Poi quello settecentesco dei principi Filomarino e della famiglia Ferrari. Anche le chiese sono antiche: Santa Maria Maggiore del 1400; San Nicola Pontefice e l’Annunziata del 1600. Gli anni a venire sono simili a quelli di altri paesi del meridione.

Tra i beni culturali da visitare vi è un importante complesso databile all’Antica e Media età del Bronzo (prima metà del 2° millennio a.C.) in località Comito (zona industriale). Tale complesso è inquadrabile nell’ambito della facies calabrese di Capo Piccolo, che intrattiene stretti rapporti culturali ed economici con la coeva facies eoliana di Capo Graziano, con quella siciliana di Rodì e con la Puglia salentina. Alla stessa facies sono riconducibili le due asce bronzee, del tipo a margini rialzati, rinvenute nel territorio nel 1987 ed attualmente esposte nel Museo Archeologico Nazionale di Crotone. Una di esse, finemente decorata con motivi a schema geometrico, eseguiti a bulino, è considerata un unicum a livello europeo. Presumibilmente, le due asce, unitamente ad un pugnale purtroppo disperso, costituivano il corredo della sepoltura di un personaggio di alto rango. Scavi archeologici eseguiti in località Foresta, nel corso dei lavori per la realizzazione del Polo Scolastico, hanno messo in luce resti di un piccolo edificio rurale della tarda età ellenistica (III sec. a.C.). Nel centro storico poi, nel largo San Sebastiano, antistante l’attuale facciata della Chiesa matrice di San Nicola, è stato messo in luce un cimitero con tombe a fossa, scavate nella roccia di base, alcune con inumazioni plurime, presumibilmente familiari, con datazione precedente il XVII secolo. Importanti reperti ceramici e numismatici (spicca un denaro tornese del tipo “a castello”), rinvenuti nel saggio di scavo, sono databili ai secoli XIII-XIV.

Tra i personaggi importanti vi sono: Luigi Giordano + 1911, Domenico Sisca (1888 – 1969) e Titta Madia (1894 – 1976), parlamentare nel periodo fascista e autore della prima industrializzazione del territorio. Si ipotizza che Papa Antero fosse nato a Petilia Policastro.

Molto sentiti i riti religiosi: il secondo venerdì di marzo si svolge la processione del Calvario. Rappresentazione in costume della Via Crucis dalla chiesa di San Francesco fino al santuario della Santa Spina. 19 marzo: U Mmitu e San Giuseppe. Tradizionale pasto fatto di pasta e ceci che nell’antichità veniva offerto ai poveri. Il Venerdì Santo processione della Naca: processione per le vie del paese del Cristo morto insieme alla Madonna dell’Addolorata. Il 20 gennaio si festeggia San Sebastiano, santo protettore di Petilia Policastro. Seconda domenica di ottobre: festa della Madonna del Rosario. Terza domenica di maggio: festa di San Francesco da Paola, con infiorata in piazza omonima. Ultima domenica di ottobre: Sagra d’Autunno.

 

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