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Israele. Violenti scontri a Gaza. Morti almeno dodici palestinesi.

30 marzo 2018 Almeno 12 palestinesi sono morti  al confine tra Israele e la Striscia di Gaza: è il bilancio al momento della Marcia del Ritorno, la protesta lungo la frontiera convocata da Hamas in memoria delle terre palestinesi confiscate. Il Ministero della Salute di Gaza parla di oltre mille feriti. L’esercito israeliano ha aperto il fuoco in più occasioni con colpi di artiglieria, munizioni vere e proiettili di gomma vicino alla barriera di sicurezza davanti a cui hanno manifestato 17.000 palestinesi. Dalla folla sono stati lanciati sassi e bottiglie molotov verso i militari. Secondo il generale israeliano Eyal Zamir, l’esercito è intervenuto perché ha “identificato alcuni terroristi che cercavano di condurre attacchi, camuffandosi da manifestanti”. Zamir ha chiesto ai residenti palestinesi di stare lontano dal confine e ha accusato Hamas di essere responsabile degli scontri in corso.

L’Autorità nazionale palestinese (Anp) ha chiesto l’intervento della comunità internazionale. Yusef al Mahmoud, portavoce dell’Anp a Ramallah, ha chiesto “un intervento internazionale immediato e urgente per fermare lo spargimento del sangue del nostro popolo palestinese da parte delle forze di occupazione israeliane”. La protesta, che secondo gli organizzatori doveva essere pacifica, ha l’obiettivo di realizzare il “diritto al ritorno”, la richiesta palestinese che i discendenti dei rifugiati privati delle case nel 1948 possano ritornare alle proprietà della loro famiglia nei territori che attualmente appartengono a Israele. Le manifestazioni sono partite da sei punti dell’arido confine tra Gaza e Israele, lungo una cinquantina di chilometri: in particolare Rafah e Khan Younis nel sud, el-Bureij e Gaza City al centro, Jabalya nel nord. Il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, ha arringato la folla assicurando che “è l’inizio del ritorno di tutti i palestinesi”. Scontri sono scoppiati anche in Cisgiordania – all’ingresso di Ramallah e nel quartiere di Bab a-Zawiya a Hebron. Le proteste dureranno fino al 15 maggio, anniversario della fondazione di Israele, per i palestinesi “Nakba”, la catastrofe. Fonte Rainews

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