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Nicotera si stringe attorno alle Suore Figlie della Chiesa, alla presenza del vescovo Renzo.

Nicotera in festa per le celebrazioni svoltesi oggi, per il sessantesimo anniversario della venuta nella cittadina costiera vibonese, delle Suore Figlie della Chiesa.

Una presenza non solo spirituale la loro ma attiva, propositiva, rivolta verso gli umili e anche verso le nuove generazioni. Centinaia i ragazzi che in questi anni, hanno infatti preso parte alle attività religiose, sociali e culturali, reali zzate dalle suore che hanno fatto della Chiesa del SS Rosario – una tra le più belle e antiche della città – un centro di rigenerazione morale e di impegno sociale.

I tre giorni della festa in onore delle Suore, si sono conclusi stasera, con la celebrazione della Santa Messa officiata da SE il Vescovo Mons. Luigi Renzo che non ha voluto far mancare la sua presenza, come sempre del resto egli fa nei momenti importanti della vita delle cittadine della nostra diocesi. Accanto a lui, il parroco della Chiesa Concattedrale di Maria SS Assunta, don Francesco Vardè e il parroco di San Giuseppe, Don Nunzio Maccarone che si sono anch’essi stretti al presule, in una chiesa gremita, assieme ai ragazzi e alle ragazze degli “Amici della parola” e ai fedeli e ai componenti degli altri gruppi che animano la vita di questa comunità cristiana.

Era stato proprio lo stesso Don Francesco a chiamare tutti a raccolta, con un messaggio diffuso sui social network proprio stamattina e nel quale il sacerdote affermava: “Oggi celebriamo un avvenimento storico che ha segnato la vita di questa comunità e pertanto ringraziamo il Signore con fede e con il cuore colmo di gioia, per il dono straordinario dei 60 anni dell’Adorazione Perpetua nella chiesa del Rosario. Questo dono immenso, è stato voluto da due giganti della fede:papa Pio XII e Madre Maria Oliva Bonaldo del Corpo Mistico. Infatti, a Nicotera, le Suore sono venute su precisa richiesta di Papa Pacelli a Madre Maria Oliva, che già nel ‘38 aveva radunato le prime Suore e lei che voleva fondare un Ordine claustrale, ingiunse di scendere in Calabria. La Madre colpita da questo appello, scrive subito ai vescovi calabresi offrendo le sue Suore ed il suo ardore. Fra i vescovi, il primo a rispondere fu il nostro, Mons. Agostino Saba, mettendo a disposizione quella chiesa, una cosa commovente, il primo Ostensorio in terra calabrese” sottolineando come questo “fu davvero l’inizio di una storia di presenza preziosa e assai feconda, di cui anche noi ne siamo testimoni, facilitando così il lavoro pastorale della parrocchia, per un accostamento più personale alle anime e così alle famiglie. Non solo preghiera, ma preghiera adorante che muove la carità cristiana, specie in questi ultimi tempi, polmone spirituale ma anche casa di ascolto e accoglienza che insieme condividiamo come Caritas con le persone più bisognose e povere non solo materialmente, ma per le ferite nelle nostre famiglie, i drammi di tante persone, specie dei più deboli”.

Sempre nel suddetto messaggio, Don Vardè, ha sottolineato che Nicotera è da sempre città mariana ma anche città eucaristica” esortando tutti a “a farsi plasmare i pensieri e i  sentimenti, i gesti e le azioni da Gesù, dono perenne della misericordia del Padre, cioè fare della nostra vita un’ostia vivente, una oblazione al Padre – per dirla con le parole di Madre Oliva: “Ostensori di Gesù” – superando quelle logiche di chiusura sterile, per vivere come uomini e donne di comunione, nelle attività quotidiane, nelle nostre case, negli ambienti di lavoro, tra le occupazioni, glorificando il Signore con la vita. Grazie al cielo – ha concluso – per questi 60 anni di luce, di carità, di apostolato fecondo, di presenza femminile, fatta di cura delicata e costante, attorno a cui tutti qui crescono: i bambini, come luogo della formazione cristiana, alcuni giovani come Amici della Parola e nell’amore per la divina liturgia, il ramo laicale dei Figli della Chiesa, gli anziani del gruppo missionario e del Cenacolo Cuore Immacolato e tante altre persone con la preghiera adorante, l’importante arte dell’ascolto, di Dio e dell’uomo, doni incommensurabili per la pastorale quotidiana della parrocchia”.

Dopo il momento religioso, i presenti all’evento, si sono ritrovati nel Chiostro del Rosario, dove si è tenuto un piccolo rinfresco.

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