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Vibo valentia: tutte le mosse intorno a Palazzo Razza.

La telenovela politica nel vibonese si è arricchita negli ultimi giorni di nuove puntate. Da un lato Elio Costa, sindaco del comune capoluogo di provincia e dall’altro le forse politiche. ma nadiamo con ordine.

La mossa di Mangialavori. Uomo del fare, il senatore azzurro, considerato da tutti come uno degli artefici della vittoria del centrodestra alle ultime comunale, sarebbe molto preoccupato per l’andazzo amministrativo e avrebbe esternato in una recente riunione, i suoi malumori per come vanno le cose a Palazzo Razza. Qualcuno ha parlato anche di un vero e proprio ultimatum dell’esponente forzista che avrebbe auspicato un netto cambio di passo della giunta Costa.

La replica del PD.  Secondo alcuni osservatori, quella di Mangialavori sarebbe solo una astuta mossa per smarcarsi da un suo fallimento politico visto che Lui è uno dei principali architetti che hanno dato vita all’esperienza Costa. I dem quindi, sarebbero pronti a rassegnare le dimissioni pur di arrivare alla fine anticipata della consiliatura e avvieranno contatti con le altre forze d’opposizione, Vibo Unica e Progressisti per Vibo, per definire insieme il da farsi. Di dimissioni ha anche parlato il consigliere Antonio Lo Schiavo dei Progressisti per Vibo, mentre Stefano Luciano di Vibo unica ricorda come solo adesso Mangialavori si accorga del disastro, sottolineando come nel caso Costa continuasse a non rispettare il programma elettorale, a saltare, sarebbe anche l’accordo politico che ha dato vita alla sua esperienza amministrativa.

La contrommosa del sindaco. Costa non ci pensa minimimamente a tornare a fare il privato cittadino e oggi anzi dovrebbe a breve nominare i due assessori ancora mancanti all’interno dell’esecutivo che andranno ad assumere le deleghe alle Politiche sociali e al Bilancio. Assessori che dovrebbero essere tratti dalle indicazioni dei gruppi che fanno capo a Vincenzo Pasqua e a Pietro Giamborino. Incarichi che dovrebbero essere ricoperti dal commercialista Giuseppe Macrì (Bilancio) e dall’avvocatessa di origine napitine Maria Concetta Marella (politiche sociali).

 

 

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