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Nicotera, torna a salire l’attenzione sulla vertenza Sogefil e sul “buco” da otto milioni oggi alla base del dissesto del Comune

La vertenza Sogefil sembrava essere uscita dal radar del Comune. Non è proprio così. E’ vero, infatti, che il ricorso (ex art. 702 bis c.p.c.) pendente davanti al Tribunale di Catanzaro e col quale l’ex sindaco Franco Pagano, tramite gli avvocati Santino Gurzillo e Salvatore Francesco Campisi, aveva chiesto alla precedente commissione straordinaria e al ministero dell’Interno un risarcimento danni pari a 3.600.000 euro, rallenterà, quanto prima, il suo percorso. Ciò, avverrà, però, in conseguenza della morte del prefetto in quiescenza Marcello Palmieri componente della terna commissariale chiamata in causa. Alla prima udienza utile, fissata per il prossimo 20 settembre, la parte interessata dovrà comunicare al Tribunale la scomparsa dell’ex prefetto. Da quel momento, a termine di legge, il procedimento si interromperà e la parte attrice – in questo caso il Comune di Nicotera – avrà novanta giorni di tempo per riassumerlo. In altre parole, occorrerà aspettare sino al prossimo 20 dicembre per capire cosa succederà. Può darsi che la riassunzione della causa venga promossa dalla commissione straordinaria in carica sino al prossimo 21 ottobre, data delle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale. Se non sarà così, ogni decisione spetterà alla subentrante amministrazione comunale che uscirà dalle urne. Comunque sia, nel caso l’Ente dovesse scegliere di non procedere alla riapertura della vertenza, la stessa andrebbe definitivamente in archivio con buona pace dei cittadini contribuenti che hanno già pagato una volta e dovranno continuare a pagare per trent’anni ancora. La disciolta amministrazione, infatti, per fronteggiare le emergenze derivanti dal buco di circa otto milioni provocato dal mancato versamento nelle casse comunali dei tributi riscossi da parte della Sogefil, aveva chiesto ed ottenuto dalla Cassa depositi e prestiti un mutuo di circa sei milioni da versare in sei lustri. Versamenti che graveranno sempre sulle spalle della collettività costretta a pagare servizi, tributi e tasse con le aliquote massime. A ciò si aggiungano le conseguenze del dissesto già dichiarato dalla triade commissariale in carica ed il quadro finanziario dei prossimi anni si fa decisamente allarmante.

da sx: adolfo valente, nicola auricchio, michela fabio
da sx: adolfo valente, nicola auricchio, michela fabio

L’ipotesi che la vertenza Sogefil possa finire nell’oblìo, comunque, non trova credito. Alla riassunzione della causa potrebbe soprassedere la commissione in carica – il suo orientamento però sarebbe decisamente diverso – ma non potrà farlo la prossima amministrazione stanti i pressanti interessi dell’ Ente mirati a recuperare somme importanti. In ogni caso, l’attenzione attorno alla vertenza Sogefil si è del tutto risvegliata in vista dell’udienza che si terrà il prossimo 20 settembre davanti al Tribunale di Catanzaro. Riprende, così, quota una brutta storia fatta di proventi riscossi e non versati nelle casse di ottanta Comuni calabresi e siciliani afflitti da vicende diverse solo nelle sfumature, ma uguali nella sostanza. A pagare il conto più salato è stato sicuramente il Comune di Nicotera nelle cui casse non sono affluiti otto milioni di euro. Un buco che l’ex sindaco Franco Pagano ha cercato di tamponare presentando un ricorso ex art. 702 c.p.c. col quale, nel settembre 2016, ha chiesto alla commissione straordinaria che ha gestito il Comune tra l’agosto del 2010 e l’ottobre del 2012, nonchè al ministero dell’Interno un risarcimento danni a favore dell’Ente pari a 3.600.000 euro. La possibilità che l’esito della causa volga a favore del Comune non sono poche. Tutto sembra ruotare attorno alle tre fideiussioni rilasciate dalla “Eticofidi” e consegnate alla precedente commissione straordinaria a copertura del credito di 3.600.000 vantato dal Comune nei confronti della Sogefil, società di riscossione cui era stata affidata la gestione dei tributi. Dall’esame degli atti emerge che la società che avrebbe dovuto rilasciare le polizze e sulla quale erano state condotte tutte le verifiche necessarie era la “Crediconsumo”. Invece, all’ultimo momento, subentrava la “Eticofidi” che consegnava tre polizze che venivano accettate senza controlli, senza istruttoria, senza pareri e senza deliberazioni. Peraltro, gli stessi commissari consentivano alla Sogefil di continuare a riscuotere tributi sino al 31 dicembre 2012, nonostante il contratto fosse scaduto il 31.12.2010. Presunte illegittimità che spetterà al Tribunale valutare.

tribunale catanzaro
tribunale catanzaro

Da sottolineare, comunque, che nel corso delle udienze già tenutesi davanti al Tribunale di Catanzaro le parti convenute hanno provveduto a costituirsi affidando la difesa ai loro legali di fiducia. La vicenda, oltre ad essere seguita con attenzione dall’intera collettività che fatica a capire come certe cose siano potute accadere, continua a influire negativamente sulla gestione finanziaria dell’ente comunale. Un buco di otto milioni non si sana in poco tempo. Peraltro, per fronteggiare le giuste pretese dei creditori, la terna commissariale (Adolfo Valente, Michela Fabio e Nicola Auricchio), in presenza di una massa debitoria dell’Ente nel frattempo attestatasi oltre i dieci milioni di euro, ha scelto la strada della dichiarazione di dissesto. Un nubifragio sul bagnato. L’affaire Sogefil, tra l’altro, prima che interessare il Tribunale in sede civile, è entrato anche nelle aule penali. Ai responsabili sono state inflitte pene inferiori ai due anni, mentre solo uno ha incassato una condanna a cinque anni di reclusione, nonché al risarcimento dei danni nei confronti di undici Comuni calabresi tra cui Limbadi. Decisamente una brutta storia scritta con la sofferenza di 31 famiglie dei dipendenti non pagati per anni e con la rabbia dei contribuenti spesso chiamati a pagare due volte. Una storia fatta di indagini e arresti, ma anche di atteggiamenti arroganti, omissioni e Comuni condannati al fallimento.

ministero finanze
ministero finanze

C’è anche un ultimo particolare da rimarcare. Le richieste di risarcimento avviate dall’ex sindaco Franco Pagano nell’ambito della vertenza Sogefil non riguardano solo la commissione straordinaria, che ha gestito il Comune tra l’agosto del 2010 e l’ottobre del 2012, ed il ministero dell’Interno. Ce n’è, infatti, ancora in piedi una che interessa il ministero delle Finanze e della quale non si conosce ancora l’esito. La causa, concluso il suo iter, è stata trattenuta in decisione dal Tribunale, ma per la sentenza pare si debba aspettare sino al prossimo gennaio. Tutto cominciava con la delibera n. 116 del 19.9.2013. La giunta comunale a quel tempo in carica dava mandato al legale dell’Ente affinché procedesse nei confronti del dicastero delle Finanze per non aver lo stesso posto in essere i controlli ispettivi di legge sulle attività e sui comportamenti della Sogefil. A parere dell’ex sindaco, il Comune, nel conferire il servizio di riscossione alla società cosentina, confidava sulla solidità societaria della stessa, nonché sulla sua correttezza e lealtà contrattuale proprio perché inserita nell’Albo ministeriale e, quindi, soggetta alle previste azioni di monitoraggio di pertinenza ministeriale. In realtà, la Sogefil già da tempo non versava il dovuto, ma il suo operato non sarebbe mai stato sottoposto a controlli e rilievi. Ciò consentiva alla stessa di arrecare seri danni alla gestione finanziaria del Comune esponendolo a rischio default. Cosa puntualmente verificatasi. Il dissesto dell’Ente viene ancora oggi messo in stretta relazione con i guai provocati dal mancato versamento nelle casse comunali di quasi otto milioni di euro da parte della Sogefil. Otto milioni che, per qualche anno, in fase di redazione del bilancio comunale, venivano inseriti tra i residui attivi. La commissione straordinaria, pochi mesi fa, li ha, invece inquadrati come residui di dubbia esigibilità e li ha cancellati da ogni contabilità a norma dell’art. 46 del decreto legislativo n. 118/2011 che non consente di tener conto di residui con più di cinque anni di vita. La “Sogefil story” continua. Saranno scritti altri capitoli. Nessuno potrà mai negare il fatto che i cittadini nicoteresi stiano vivendo una squallida e vergognosa vicenda.

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