Nicotera, consiglieri Movi@Vento: "Tante le criticità presenti nel territorio comunale"
Nicotera, consiglieri Movi@Vento: "Tante le criticità presenti nel territorio comunale"

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Nicotera, consiglieri Movi@Vento: “Tante le criticità presenti nel territorio comunale”

Una relazione dettagliata relativa alle numerose e permanenti criticità presenti nel territorio comunale è stata inviata dai consiglieri di minoranza della lista Movi@Vento e da Jasmine De Marco del “Movimento 14 luglio” al prefetto per richiedere un concreto supporto da parte del rappresentante dello Stato.

I consiglieri nel particolareggiato resoconto si soffermano su criticità di vario genere, ma che nell’insieme costituirebbero un forte freno alla crescita non solo economica, ma anche sociale e civile della comunità nicoterese. “Trovarci in consiglio comunale – affermano Maria Adele Buccafusca, Antonio D’Agostino e Salvatore Pagano – significa per noi migliorare il livello sociale, culturale, civile ed economico della nostra terra”.

I consiglieri evidenziano la situazione sanitaria. “Riteniamo non più tollerabile – dichiarano – che l’assistenza sanitaria, nel nostro territorio e nei comuni limitrofi, sia così precaria e lontana anni luce dai criteri Lea. Siamo determinati, quindi, a portare avanti, una lotta pacifica e democratica, che coinvolga tutti i cittadini sensibili alla problematica. Questa volta saremo noi a portare allo sfinimento le autorità sanitarie provinciali e regionali che hanno il dovere di darci delle risposte concrete e credibili per avere anche a Nicotera una postazione del 118 e prestazioni sanitarie con personale operativo stabile”.

Critico anche il servizio idrico. Il capoluogo attinge per l’80 per cento da sorgenti proprie e per il 20 per cento dai pozzi Medma gestiti da Sorical, gli stessi erogano per il 100 per cento acqua alla Marina. “E’ necessario – affermano realizzare un pozzo ad uso esclusivo della frazione Marina che risolverebbe per buona parte il problema idrico almeno per nove mesi all’anno e limitando il ricorso alla Sorical al solo periodo estivo. Detta opera era stata a suo tempo (sindaco pro-tempore Francesco Pagano) oggetto di una determina che ne stabiliva la realizzazione all’interno di un terreno confiscato alla mafia locale ed acquisito al patrimonio comunale. Malgrado ciò, la terna commissariale intervenuta dopo lo scioglimento del precedente consiglio per infiltrazioni mafiose, non ha mai dato seguito all’atto provvedimentale, lasciando il terreno nella disponibilità dei proprietari originari. Venendo all’attualità è di pochi giorni fa l’autorizzazione della regione (attesa da oltre sei mesi) che autorizza la trivellazione dell’opera di captazione all’interno dell’area su cui insiste il serbatoio di Marina. Un ulteriore pozzo, che è stato deliberato per la frazione Preitoni (anch’essa rifornita dalla So.Ri.Cal.) dovrebbe essere realizzato  in tempi auspicabilmente brevi. Ingegnerizzazione di tutta la rete idrica comunale attraverso un progetto che da tempo è in fase redazionale presso la regione (ing. Rinaldi) e che, nel corso del tavolo tecnico richiamato in altra parte della relazione, doveva essere appaltato prima dell’estate ormai trascorsa. L’esecuzione di tale progetto, consentirebbe: l’eliminazione delle rilevanti perdite attraverso le riparazioni e le sostituzioni dei tratti di rete ammalorati, la messa in funzione della porzione di rete nuova del capoluogo incredibilmente rimasta inutilizzata, l’eliminazione degli abusi che concorrono anch’essi alla criticità finanziaria per i mancati introiti”.

La minoranza attenziona anche la rete fognante e di drenaggio delle acque meteoriche che evidenzia molteplici problemi e richiede interventi urgenti sia per i correlativi aspetti igienico-sanitari sia per i rischi di allagamento dell’abitato di Marina. “Gli interventi urgenti consistono – secondo la minoranza – nell’allaccio alla rete elettrica delle pompe idrovore allocate presso il canale San Giovanni. Nell’allaccio alla rete elettrica dell’impianto di sollevamento a servizio della rete fognante del quartiere Vasia del capoluogo. Nella pulizia di tutti i pozzetti, caditoie e condotti fognari del capoluogo e delle frazioni, con particolare riguardo alla frazione Marina, dove per evidenti motivi orografici, hanno finito per sedimentarsi le notevolissime quantità di materiale inerte, proveniente da monte a seguito dei due fenomeni alluvionali dello scorso anno, con conseguente riduzione delle sezioni idrauliche e delle correlative capacità di deflusso idraulico. Nella realizzazione di uno scolmatore di piena al servizio dell’emissario proveniente dal capoluogo. A tal proposito è da precisare che, nell’ambito di un tavolo tecnico regionale, ottenuto dal Movimento 14 luglio e conclusosi a marzo 2019, è stato assunto l’impegno di inserire tale opera all’interno della prossima programmazione regionale”.

Viene, quindi, menzionato nel rapporto il problema dell’inquinamento marino-costiero. “Per il monitoraggio – affermano –, le analisi di routine effettuate sono carenti secondo la normativa vigente. Effettuare un monitoraggio serio delle acque di balneazione consentirebbe di avere un’analisi scientificamente provata della situazione reale. Per il Mesima, è necessario chiedere ogni anno (con carattere di emergenza) lo sbarramento della foce del fiume per filtrare quanto più possibile l’acqua non è la soluzione. Dal 2015 ad oggi nonostante siano stati spesi oltre 300mila euro (in alcuni casi attingendo ai fondi destinati alla depurazione) il problema non è stato risolto. Per affrontare seriamente il problema bisognerebbe ricercare tutti gli scarichi abusivi lungo i 55 km del fiume e relativi affluenti, accertarsi che tutti gli scarichi autorizzati siano conformi alla normativa vigente. Stesso dicasi per i torrenti che sfociano sul litorale. Per concludere, l’inquinamento marino oltre a costituire un serio rischio per la salute pubblica, incide negativamente sulle condizioni economico-sociali del territorio nicoterese”.

Anche la gestione dei rifiuti comunali. “Purtroppo – evidenziano – tutto l’iter connesso all’appalto del servizio rifiuti e alla sua esecuzione, fa riscontrare molte opacità. Bisogna, quindi, dar seguito al deliberato del consiglio comunale del 4 luglio e alla conseguente diffida avviando immediatamente la risoluzione del contratto con la ditta Mea previa applicazione delle penali previste dal contratto per il mancato espletamento dei servizi. Va avviata subito la procedura per un nuovo appalto redigendo un buon capitolato che tenga conto dei vincoli dettati dal Codice dell’ambiente e dal Piano regionale dei rifiuti e contenga tutti gli elementi necessari per avviare il ciclo virtuoso della raccolta differenziata porta a porta mutuando, se necessario, i metodi da altre realtà municipali che hanno risolto brillantemente il problema perseguendo l’obiettivo Rifiuti zero”.

Riguardo la raccolta dei rifiuti, il responsabile dell’Utc ha inviato diffida alla ditta responsabile del servizio. “Ancora – scriveva Carmelo Ciampa il 25 luglio – non si è dato inizio alla raccolta differenziata Rsu pur avendo dato assicurazioni che avrebbe avuto inizio nella prima metà di luglio. Si diffida, quindi, la Mea a dare inizio sia alla raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta nel territorio comunale che a tutti i servizi previsti nel capitolato specificando che l’attivazione dovrà avere luogo entro e non oltre il 10 agosto”.  Sono trascorsi due mesi. “A tutt’oggi – afferma D’Agostino –, malgrado la catastrofica gestione non si dà seguito alla risoluzione del contratto con l’inadempiente Mea”.

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