Istituto Comprensivo "Antonio Pagano" di Nicotera, due incontri nel segno della storia
Istituto Comprensivo "Antonio Pagano" di Nicotera, due incontri nel segno della storia

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Istituto Comprensivo “Antonio Pagano” di Nicotera, due incontri nel segno della storia

Due interessanti convegni nel segno della Storia sono stati promossi dall’Istituto Comprensivo “A. Pagano” di Nicotera del dirigente scolastico Giuseppe Sangeniti.

A Joppolo, presso i locali della Secondaria di primo grado, l’incontro rivolto agli alunni della scuola, ha avuto come argomento centrale la figura di Gioacchino Murat.

Fortemente voluto dal neo dirigente Sangeniti, l’evento ha registrato la presenza di due importanti relatori, esperti in materia, l’avvocato Domenico Surace e il professore  Daniele Marino.

Dopo i saluti del dirigente, l’avvocato Surace ha introdotto la figura del francese Murat, la sua ascesa alla carriera militare e a quella politica in quanto cognato del più famoso imperatore Napoleone Bonaparte. Murat, nella sua sfolgorante carriera diventerà re di Napoli e da quel momento entrerà in piena sintonia con la popolazione del suo regno tanto da farsi portavoce di un’ idea di unificazione italiana, progetto poi andato in fumo.

Marino, esperto d’arte, poi, si è soffermato sul valore delle immagini nello studio e non. Le immagini, a partire dall’analisi di quadri o foto, si rivelerebbe di fondamentale importanza perché permetterebbe di fissare meglio nella memoria di ognuno un determinato avvenimento o personaggio togliendolo dal probabile oblio del trascorrere del tempo. L’Immagine, quindi, trasmette un messaggio, racconta e seduce.

Un convegno, dunque, che ha ricordato non solo la funzione di Gioacchino Murat come re di Napoli, ma ne ha esaltato anche e soprattutto il suo ruolo di  personaggio che negli anni  precedenti l’Unità di Italia ha creato le basi per il futuro nostro Risorgimento.

Capria-Leone-Sangeniti-De Stefano-Cinquegrana-Falduto

A Nicotera, in occasione della prima Giornata nazionale del folklore e delle tradizioni popolari, l’amministrazione comunale e l’istituto Comprensivo “Antonio Pagano” hanno organizzaro un incontro rivolto agli alunni della scuola Secondaria di I grado per illustrare ai giovani studenti la figura del nicoterese Raffaele Corso, insigne etnografo e folklorista che ebbe il merito di aver donato al folklore orientamenti innovativi, anticipatori di vedute moderne.

Presenti all’incontro moderato dal dirigente scolastico Sangeniti, Giuseppe Cinquegrana, profondo conoscitore di storia delle tradizioni popolari, Franca Falduto dell’Ufficio scolastico regionale, il consigliere comunale alla cultura, Giuseppe Leone, l’assessore all’istruzione Lorella De Stefano e il dirigente scolastico Alberto Capria.

“Durante questa giornata – afferma Sangeniti – da noi fortemente voluta per sensibilizzare sull’importanza che assumono le tradizioni popolari conosciamo a fondo Corso, illustre personaggio, ammirato ed elogiato anche all’estero. Se è importante conoscere il passato, per vivere il presente e affrontare il futuro, le tradizioni popolari sono eredità del passato ed è dovere dei più giovani conoscerle, riscoprirle e riappropriarsene”.

Anche per Cinquegrana, Corso rappresenta “una figura determinante del folklore locale – dichiara – tanto che il museo etnografico di Palmi è a lui intitolato. Non si può parlare di cultura e socialità prescindendo dal folklore elevato da Corso a dignità scientifica”.

Sangeniti

L’importanza dello studioso nicoterese nel campo delle tradizioni è evidenziata anche da Leone. “Corso ebbe i natali a Nicotera l’8 febbraio 1883 da Diego e Teresa Stilo e morì a Napoli nel luglio 1965 – afferma il consigliere –. Dotato di una vasta cultura e di un eccezionale talento, attratto dal retaggio delle antiche usanze, Corso volle svelare le motivazioni autentiche custodite nel cuore dei semplici, della gente umile e volle interpretare fino in fondo quella cultura, quella vita spirituale, quel mondo pittoresco e favoloso che affiorava autentico, integro ed incontaminato nelle tradizioni popolari tramandate oralmente da generazione in generazione. Lo studioso nicoterese partecipò a tutti i congressi nazionali ed internazionali che si svolsero dal 1911 al 1957 e ovunque apportò il suo geniale contributo scientifico”.

Una figura riconosciuta ad alti livelli internazionali per la Falduto. “La storia del proprio territorio – afferma –, della cultura, delle tradizioni contribuisce a diventare bravi cittadini”.

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