DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO “PROGETTO CITTA’ DELLA PIANA”

Nessun commento Share:

 

L’Assemblea dei Sindaci della “Città degli Ulivi”, svoltasi a Gioia Tauro il 17 marzo, e che ha finalmente visto anche la presenza delle Associazioni, può segnare un punto di svolta del territorio qualora si avvii  una riflessione su quale futuro si vuole ipotizzare.

Un’ assemblea in cui si sono intravisti, nei punti trattati dell’ordine del giorno e nella maggior parte degli interventi, elementi utili per dare nuovo impulso alla ns. proposta sull’ineludibile necessità di costituire la “CITTA’ DELLA PIANA”.

E’ indubbio che nel corso dell’Assemblea si è iniziata a manifestare timidamente, sia pure con alcuni tratti di netta chiusura al futuro, un’embrionale capacità politica territoriale rispetto al passato.

Capacità che, purtroppo, stenta ancora a maturare e manifestarsi compiutamente e gli argomenti, sia pure molto importanti ma, purtroppo, trattati a compartimenti stagni, quasi fossero ordinaria amministrazione e non in una visione d’insieme, danno l’idea di quanta strada c’è ancora da fare.

Non è più sufficiente, infatti, designare delegati per i rapporti con l’ASP nella complessa materia della sanità, procedendo a tentoni, senza un bagaglio di conoscenze e competenze o per sentito dire e se non si ha un quadro certo dei bisogni della popolazione a breve, media e lunga scadenza.

Quadro che può scaturire solo da una preventiva attività di ascolto, dall’analisi delle infrastrutture esistenti, dalla tortuosità ed arretratezza della viabilità del territorio collinare e montano, e di quanto sia in continua evoluzione il settore della sanità. Ma, fatto ancor più importante e prioritario, se non si mettono da parte i deleteri opportunismi partitici ed i campanilismi.

Ed il colpo di mano politico perpetrato 20 anni fa, con l’ubicazione del Nuovo Ospedale a Palmi in un luogo inidoneo e posto ai margini del territorio, prossimo a Reggio e non ai nostri centri urbani, dà l’idea di quanto sia indispensabile ed urgente redigere un Piano di utilizzo delle infrastrutture sanitarie esistenti, nell’attesa attiva che si realizzi il Nuovo Ospedale in luogo più ottimale, sia in relazione a tempi di percorrenza che alla natura geologica del sito sul quale edificarlo.

Anche in merito al “Piano di mitigazione del rischio idrografico” dell’Autorità di Bacino, oltre alle pur giuste lamentele per l’eccesso di vincoli previsti su vaste aree, non risulta che su questo Piano ci sia stata una preventiva analisi delle opere necessarie per la messa in sicurezza del territorio, concertata collegialmente tra Sindaci e Autorità di Bacino.

Sulla proposta delle Associazioni di ripristinare intanto le Ferrovie Calabro Lucane e progettare sul suo tracciato una moderna Metropolitana di superficie il dibattito, a volte con toni anche aspri, ha dato l’idea di quanto il problema del trasporto pubblico sia sentito, non solo fra la popolazione ma anche fra gli stessi Sindaci.

Non è più ammissibile che per trascuratezza politica, si continui a tenere il territorio privo di un’equa mobilità sostenibile pubblica, che si continui ad ingolfare l’inidonea viabilità stradale con l’intenso traffico veicolare, fonte di continui incidenti mortali e che comporta un costo molto alto per l’inquinamento ambientale, per la qualità dell’aria e la salute pubblica.

Ed è assodato che non può esserci sviluppo economico e qualità della vita senza moderni sistemi di trasporto pubblico locale, tant’è che lo stesso PNRR dell’U.E. ha dedicato un apposito capitolo e consistenti risorse finanziarie per la realizzazione di efficienti reti ferrate di trasporto.

E’ indispensabile, pertanto, per evitare ulteriori penalizzazioni al territorio, che tra Istituzioni, società civile e forze economiche si avvii un confronto per aprire nuove moderne visioni al territorio e prendere atto che la globalizzazione economica sta spingendo sempre più verso un’elevata concentrazione di funzioni e risorse umane nelle Città.

Ed è questo il motivo per cui in tutto il mondo si assiste alla nascita di nuove Città e alla crescita di quelle esistenti, in quanto le stesse consentono di dare risposte più efficaci alla nuova domanda di mobilità e comunicazione, ai nuovi modi di produzione, di stile e qualità della vita, alla coesione sociale.

La nascita della CITTÀ DELLA PIANA, lineare e Policentrica, proiettata nel Mediterraneo e con salde radici in Europa, che guardi a quanto di positivo si muove nel mondo, è vitale per un territorio come il nostro, privo di identità e visione comune e che ha assoluta urgenza di sperimentare nuove soluzioni sostenibili, di concorrere dignitosamente con altri territori per diventare più inclusivo, più verde, più sicuro e prospero.

Una Città di 170.000 abitanti, costituita dagli attuali 33 comuni (che continueranno a mantenere e rafforzare la loro identità ed autonomia), nella quale i cittadini sarebbero orgogliosi di identificarsi, ed in grado di diventare, con il Porto, adeguate infrastrutture ed il suo territorio, una piattaforma di sviluppo per l’intera Calabria, il Sud e per concorrere dignitosamente alla crescita dell’Italia.

UNA NUOVA CITTA’ che si dia una struttura istituzionale verticale e orizzontale, che si fondi su un cambio di mentalità, sulla necessità di prendere coscienza delle sue potenzialità, di elaborare una visione guardando al suo futuro dotandosi di infrastrutture materiali ed immateriali utili, con uno sguardo rivolto agli obiettivi ONU contenuti nell’Agenda Urbana sulla sostenibilità per il 2030.

Una “CITTÀ” che solo se si mette in “rete” può sperare di superare il sottosviluppo, una città che scopra il gusto di fare innovazione praticando la via della soft economy delle risorse naturali (acqua, aria, ambiente, borghi, paesaggio, cultura, bellezza) e che imbocchi con decisione il sentiero dello sviluppo.

Occorre però anzitutto “abbattere i muri” invisibili che da secoli ci separano e prendere coscienza che nessun Comune del territorio è o sarà mai in grado di affrontare e risolvere da solo le sfide che si prospettano e che possono dare avvio ad uno sviluppo solido e duraturo,

SOLO UNA GRANDE CITTA’ PUÒ FARCELA, LA FUTURA CITTA’ DELLA PIANA

Per la quale possono aprirsi nuove opportunità, a patto però :

  • che si costruisca un’AUTOREVOLE CAPACITÀ POLITICA territoriale per parlare ad ogni livello con un’unica voce;
  • che si operi una RIFORMA DELLA P.A. per trasformarla in uno strumento di sviluppo, che operi per obiettivi, con amministratori colti, preparati e appassionati, e dirigenti competenti e operativamente indipendenti nel quadro degli indirizzi politici;
  • che si incrementi la PARTECIPAZIONE alla vita pubblica dei cittadini e dell’iniziativa privata per costruire un’identità, il senso di appartenenza e il senso civico, coscienti che maggiore sarà la partecipazione alle scelte pubbliche, minori saranno gli errori che potranno essere provocati;
  • che ci si indirizzi verso LA SOCIETÀ DELLA CONOSCENZA, coltivando una “visione” del futuro possibile; condizione raggiungibile solo se un territorio dispone di “visionari”, di risorse umane che, uscendo dagli schemi usuali, siano in grado di vedere ciò che altri non riescono a vedere e siano capaci di innescare “UN CIRCOLO VIRTUOSO DELL’INNOVAZIONE”.

    Cogliere queste opportunità è il compito e la sfida della classe dirigente

Perché è risaputo che la competitività di un territorio è legata alla sua capacità di collaborare, anche con i territori circostanti, di superare i tradizionali perimetri amministrativi definendo una dimensione territoriale ottimale che trasformi il territorio da isolato a territorio integrato.

E’ indispensabile, pertanto, adeguare le vecchie strutture di governo comunali

  • creando un NUOVO GOVERNO ISTITUZIONALE DI AREA VASTA, ben strutturato, politicamente coeso, efficiente, efficace, partecipativo e autorevole;
  • creando una NUOVA GOVERNANCE PUBBLICO-PRIVATA, rappresentativa delle varie istanze, culture e interessi sociali ed economici.

Strutture, GOVERNO E GOVERNANCE, entrambe impegnate a definire visione, obiettivi ed una strategia per promuovere e sostenere politiche di collaborazione in “RETE”, condivisione delle scelte e delle azioni, gestione comune di programmi e progetti fra i 33 Comuni della CITTÀ DELLA PIANA.

Avendo ben chiaro che Governo e Governance non soltanto non si escludono ma anzi si legittimano e si rafforzano reciprocamente se il loro rapporto è fondato su INTERESSE GENERALE e RECIPROCA FIDUCIA.

Tale processo, ovviamente, va avviato previo esercizio di azioni teso a che, sindaci in primis, si faccia maturare l’idea della Città della Piana, e che i primi cittadini sottoscrivano preliminarmente

UN PATTO PER LO SVILUPPO

partendo dalle infrastrutture, materiali e immateriali, e individuando alcuni PROGETTI STRATEGICI DI RETE tali da farne azioni condivise (progetti bandiera), idonee e necessarie a prefigurare la CITTÀ DELLA PIANA.

Occorre fare una city/land smart, UNA CITTÀ/TERRITORIO INTELLIGENTE

  • CHE SI SVILUPPI LUNGO ASSI DI TRASPORTO PUBBLICO E UMANIZZATA DA UNA CRESCITA POLICENTRICA, capace di porsi come centro culturale riconosciuto, che trovi la sua collocazione in un rinnovato contesto territoriale a forte coesione sociale;
  • CHE si doti di adeguate tecno-strutture, di un LABORATORIO DI IDEE, di Programmazione e progettazione della futura Città;
  • CHE privilegi il pubblico sul privato nelle infrastrutture ma che sappia collaborare con i privati nella predisposizione degli strumenti necessari per lo sviluppo;
  • CHE adotti il principio della sostenibilità (sociale, energetica, climatica, ambientale, dei trasporti, della produzione ecc.), perché un approccio sostenibile sarà sempre più centrale per i territori che vorranno fare

business nel futuro;

  • CHE favorisca la creazione di un bacino di mano d’opera altamente istruita e che attragga anche dall’esterno cervelli e professionisti di eccellenza (la neo borghesia, quella cioè capace di generare idee e creatività, che controlla i flussi di conoscenza e di comunicazione, che orienta i gusti e gli stili di vita);
  • CHE incrementi formazione e cultura digitale dei cittadini.

PER PARTIRE C’E’ BISOGNO DI INDIVIDUARE CINQUE/SEI PROGETTI NEI QUALI RICONOSCERSI POSSIBILMENTE TUTTI E SUI QUALI CONCENTRARE SFORZI E RISORSE

Iniziando dai progetti :

  • per avere UNA SANITÀ CIVILE, per la quale occorre si avviare subito la costruzione del Nuovo Ospedale, baricentrico e altamente specializzato ma, nel frattempo, reperire i fondi per ristrutturare e rifunzionalizzare i 6 ospedali esistenti al fine di creare il Policlinico della Città della Piana, patrimonio che non può essere abbandonato ma utilizzato, in attesa del Nuovo Ospedale, per una compiuta rete di medicina territoriale;
  • per una PROGRAMMAZIONE DELLA CULTURA, della conoscenza, informazione e comunicazione, mettendo a sistema e valorizzando su scala territoriale il nostro patrimonio culturale, artistico, archeologico, museale;
  • per realizzare una mobilità sostenibile con la METROPOLITANA DI SUPERFICIE riattivando subito Gioia Tauro-Palmi-Sinopoli – Gioia Tauro-Cinquefrondi estendendola a Rosarno, S. Ferdinando, Porto. Ed il completamento della Cinquefrondi-Gioiosa Jonica per il collegamento su ferro anche con il versante jonico;
  • per un “PIANO DI COMPLETAMENTO E AMMODERNAMENTO DELLE INFRASTRUTTURE VIARIE” a partire dal :
  1. Completamento della Pedemontana per collegare tutti i Centri interni e questi con la S.S. 682 e gli svincoli autostradali;
  2. Raddoppio della Galleria della Limina e della S.S. 682 Rosarno-Gioiosa Jonica;
  3. Asse turistico attrezzato della cresta delle Serre e dell’Aspromonte, da S. Pietro di Caridà a Gambarie;
  4. Ammodernamento delle strade provinciali, e in particolare la S.P. n. 1 Gioia Tauro-Locri che, assieme alla SS 682, rappresenta uno degli assi forti del territorio per le sue notevoli caratteristiche turistico-ambientali;
  • Piano di messa in sicurezza del territorio e dei centri abitati dal rischio

sismico, idrogeologico e dall’inquinamento da amianto.

  • L’utilizzo plurimo delle acque della Diga sul Metramo e la realizzazione

delle due centrali idroelettriche.

Ovviamente questi 6 progetti non escludono l’impegno per tanti altri progetti di competenza politica della futura CITTA’ DELLA PIANA, anche in vista del Ponte sullo Stretto e dell’Alta Velocità ferroviaria.

Non è più tempo,quindi, di pensare in piccolo e gestire l’ordinaria amministrazione in “comuni polvere”; una politica che ci ha inchiodati nel sottosviluppo e dalla quale dobbiamo scrollarci.

DON STURZO sosteneva, a ragione, che “il successo del Nord non può fare a meno di un Sud sviluppato ma che i meridionali devono comprendere che è loro interesse organizzarsi, prendere iniziative, assumersi responsabilità”.

 

Per il Coordinamento delle Associazioni “PROGETTO CITTA’ DELLA PIANA”

Il Presidente Armando Foci

Condividi questo Articolo
Previous Article

CLAAI:Dal 15 aprile 2024, è obbligatorio equipaggiare le proprie auto con pneumatici estivi per conformarsi alle norme del Codice della Strada. C’è tempo fino al 15 maggio per mettersi in regola

Next Article

San Pietro Magisano:Il Centro Culturale Calabro “Paolo Emilio Tulelli”, sezione C.R.O.A.C. (Centro Raccolta Opere Autori Calabresi) “Eliodoro Elia”, con l’intento di valorizzare la poesia ed i poeti contemporanei, organizza la Quarta Edizione del Premio Letterario “Canti di…Versi”

You may also like