Un percorso oncologico terminato nel 2024 con i controlli medici che ancora oggi rimangono costanti, ora guarda avanti con lo spirito di chi vuole sfidare i propri limiti gareggiando contro se stesso per capire fin dove si può spingere davvero, fin dove corpo e mente possono arrivare.
È la storia di Enzo Galasso, vigile del fuoco di 46 anni che, esempio di resilienza proattiva e con lo sguardo fisso all’orizzonte, ha voluto fortemente intraprendere una dura sfida, la 40esima edizione della Mds Legendary, 100 chilometri di traversata del deserto del
Sahara marocchino da completare in meno di 40 ore, un percorso tenuto segreto fino al giorno prima della partenza con città di arrivo Mezzouga, attraversando le dune più belle e più alte del Marocco (400m di dislivello).
Una gara che ha registrato 200 partecipanti provenienti da tutto il mondo, che Enzo ha intrapreso insieme a due compagni di avventura, Giovanni Cavalieri e Fabrizio Veneziani, dal 9 al 14 gennaio. Un’esperienza già vissuta nel marzo del 2009 solcando 100 chilometri nel cuore del Sahara tunisino. “I miei amici – afferma – a luglio mi hanno proposto di provare questa nuova avventura. La proposta mi è piaciuta da subito perché cercavo il mio personale riscatto dopo la malattia oncologica iniziata nel 2022”. I tre si sono posizionati a metà classifica, 66esimi, con 26 ore di cammino continuativo e solo 4 ore di pausa. “Ho incominciato ad allenarmi a giorni alterni – dichiara Enzo –, iniziando prima con pochi chilometri per arrivare fino ad un allenamento di 8 ore continuative, giorno e notte, così da abituare il mio corpo alle basse temperature del Sahara durante la notte e a confrontarmi con il buio. All’inizio del mio percorso oncologo avevo pensato al cammino di Santiago, che rimane il mio prossimo obiettivo, perché questo genere di gare che non necessitano solo sforzo fisico, ma anche tanta forza mentale e determinazione, mi piacciono molto”.
E mentre pianifica la sua prossima sfida, con alle spalle un’avventura indimenticabile, tra tempeste di sabbia e notti stellate, in un viaggio che ha unito resistenza fisica e spirito esploratore, Enzo fa capire che la vera vittoria è stata quella di riprendersi la vita a pieno regime, un passo alla volta.



