Il Il Prefetto di Reggio Calabria, stanco della reiterata e irriverente manfrina messa in atto dal sindaco e da quel che resta della sua maggioranza sulla gravissima questione del conflitto d’interessi, ha deciso di porre fine a questo teatrino indecoroso con un’azione che non ha precedenti nella storia della nostra cittadina.
Con una nota del 25.03.2026, dal contenuto asciutto e perentorio, secondo le migliori tradizioni degli Organi di Governo, il Prefetto, non potendo tollerare oltre l’indecente copione recitato dagli esponenti della sbandata maggioranza, ha comunicato formalmente al presidente del consiglio comunale la seguente decisione: “Si fa riferimento alla corrispondenza intercorsa relativa al presunto conflitto di interessi del Sindaco Domenico Antico, per segnalare che questo Ufficio, ai sensi dell’art. 70 TUEL, ha interessato la locale Avvocatura Distrettuale per proporre azione popolare volta a promuovere la decadenza del medesimo Sindaco. Si prega di notificare il contenuto della presente a tutti i Consiglieri comunali”.
La decisione della Prefettura è un fatto di eccezionale gravità, che espone il nostro Comune a un’umiliazione istituzionale senza precedenti. Non era mai accaduto che si arrivasse a un simile punto, e questo dovrebbe bastare a far comprendere la portata del fallimento politico e amministrativo di chi, ottenuto il voto per amministrare gli interessi della collettività, si è concentrato sul perseguimento di meri interessi personali e sta conducendo il nostro paese sull’orlo del precipizio.
Dopo le tante indecorose brutte figure che hanno deturpato l’immagine della nostra cittadina, ci si sarebbe aspettati che il sindaco e i suoi sodali riservassero alla nota di S.E. il Prefetto il dovuto rispetto, se non per altro, almeno per l’autorità e l’autorevolezza dell’Ufficio dal quale promana. Purtroppo, anche di fronte a un atto di così eccezionale gravità, il sindaco, non ha perso l’occasione per strombazzare, secondo il consueto copione, le sue imbarazzanti frottole sul solito compiacente portale web, nella speranza, mal riposta, che ci sia ancora qualcuno disponibile a dargli credito, incurante della portata offensiva delle sue parole per gli organi dello Stato coinvolti e per la stessa intelligenza dei cittadini.
La verità è che l’iniziativa della Prefettura segna un punto di non ritorno e certifica, al di là delle banali menzogne del sindaco, la gravità della situazione nella quale, con cinismo e protervia, è stato trascinato il nostro Comune, pur di soddisfare a tutti i costi biechi interessi personali.
L’azione prevista dall’art. 70 del TUEL, che sarà promossa dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, finalizzata alla decadenza del Sindaco, non è un atto ordinario. Si tratta, infatti, di una decisione di straordinaria eccezionalità volta a fronteggiare un deprecabile comportamento, reiterato nel tempo con irresponsabile spregiudicatezza, da chi, nonostante i tanti ammonimenti della Prefettura, non si è fatto scrupolo di anteporre la propria sopravvivenza politica all’interesse della comunità cittanovese.
Tale atteggiamento, improntato alla sistematica elusione della grave problematica originata dal conflitto di interesse e da una gestione opaca della Cosa pubblica, ha superato ogni limite di tollerabilità istituzionale.
Il danno arrecato è ormai evidente. L’immagine del nostro Comune è stata gravemente compromessa, esposta a livello mediatico, anche fuori dai confini regionali, per l’infimo livello dell’azione amministrativa condotta dal sindaco e dagli esponenti di maggioranza che ancora lo sostengono.
Le conseguenze negative di tale deprecabile condotta non riguardano solo la gestione amministrativa, ma si riversano inesorabilmente sui cittadini, sulle imprese e sulle realtà associative quotidianamente impegnati per dare dignità e futuro al nostro territorio.
È inaccettabile che interessi personali o logiche di potere continuino a prevalere sull’interesse collettivo. È altrettanto inaccettabile che, di fronte a un intervento così netto da parte dell’Autorità statale, si continui a far finta di nulla o a guadagnare tempo, dimostrando disprezzo per le regole e per le Istituzioni.
Il danno, purtroppo, è già stato fatto. L’immagine della nostra cittadina, invidiabile culla di cultura e civiltà nei luoghi istituzionali e nelle singole realtà civiche ove si svolge la vita sociale, è stata pesantemente deturpata, con ripercussioni negative sui cittadini, sulle attività economiche e sulle prospettive di sviluppo.
Mentre altri territori lavorano per attrarre opportunità e costruire credibilità, il nostro Comune finisce al centro delle cronache per vicende di bassissimo profilo che ne minano l’onorabilità e il prestigio.
È il momento della verità. Chiediamo con forza che il Sindaco tragga immediatamente le conseguenze politiche di quanto accaduto e restituisca dignità alle istituzioni.
Dal canto nostro continueremo a utilizzare ogni strumento democratico e istituzionale per tutelare la nostra comunità e ristabilire legalità, trasparenza e rispetto delle regole.
Cittanova non merita questa umiliazione.
Cittanova 26 aprile 2026

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