OMELIA 22 MAGGIO 2026 SANTA RITA di DON PASQUALE CIANO

Author: Nessun commento Share:

 

Santa Rita è una delle Sante più popolari d’Italia e del mondo. Il vero nome della Santa è Margherita Liotti, figlia di Antonio Liotti e Amata Ferri. Le ipotesi della nascita è l’anno1371. È stata Beatificata dal Papa Urbano VIII nel 1626 ed è stata proclamata Santa dal Papa Leone XIII nel 1900.

Il suo Santuario a Cascia, in Umbria, è meta ogni anno di migliaia di pellegrini. La pietà popolare del popolo di Dio la invoca e la venerano come la “Santa delle cause impossibili”, perché Santa del dolore e mediatrice delle più straordinarie grazie. Nella vita di Santa Rita c’è una storia che lascia veramente perplessi e sgomenti. Da giovane fanciulla all’età di 14 anni, aveva accettato, per obbedienza agli anziani genitori, contrapponendosi alla vocazione religiosa, il matrimonio con Paolo Mancini un giovane violento e collerico, arrogante e irrequieto. Una Santa attuale, che visse in un’epoca molto violenta ed ebbe il coraggio di spezzare la spirale di vendetta con un perdono profondo, sincero e cristiano. Una Santa particolare perché parla al cuore di tutti, perché fu tutto; essa ha vissuto l’esperienza di figlia, di sposa, di madre, di monaca, fece queste esperienze vitali ed in tutte fu modello di vita cristiana. Santa Rita, oggi più che mai, in un mondo lacerato dall’odio e dalla violenza, dove si fa sempre più fatica a perdonare, deve essere presa come “modello di vita cristiana”, come l’ha più volte definita l’autrice del libro. Un cristianesimo che si fonda sull’amore redentrice di Cristo: un amore ricevuto e donato fino a dare la vita per la salvezza di tutti gli uomini buoni e cattivi.

Santa Rita è stata una donna che ha saputo dare il perdono dal profondo del cuore a chi gli ha ucciso il marito ed è stata strumento di pace e di riconciliazione. Con molta fatica e con molte preghiere, il marito giunse alla conversione e alla dolcezza. Ma intorno a lui non si spensero le antiche inimicizie ed una sera fu trovato ucciso. Dal matrimonio con Paolo, pieno di contraddizioni, Rita aveva avuto due figli: Giangiacomo e Paolo Maria, anche se ancora bambini il sangue altero del padre ribolliva nelle loro vene. Per molto tempo covarono nel loro cuore la vendetta per l’uccisione del padre e Rita per lunghi mesi, invano, tentò di strapparli dal male, con le sue preghiere e con il suo amore. Poi, quando si rese conto che nulla poteva fermarli da quel desiderio di vendetta che nutrivano nel cuore, ecco l’invocazione che sgomenta la nostra natura umana. Signore, meglio che essi muoiano, prima di macchiarsi di una colpa irreparabile. Per avvicinarsi a comprendere questa preghiera, estrema espressione di un affetto più che umano, è necessario valutare quanto dolore Rita accetti in cambio del suo disperato amore. La preghiera è esaudita: i figli muoiono, lasciandola sola a pregare con la sofferenza l’eterna salvezza dei suoi cari. La vita di Santa Rita è stata molto travagliata e dopo molti tentativi venne accolta delle suore agostiniane nel Monastero di Cascia dedicato ad una Santa penitente, Maria Maddalena, all’età di circa 36 anni, dove inizia la sua nuova vita claustrale. Ella fu la Santa del dolore, la mistica innamorata del Crocifisso: ascesi, preghiera, contemplazione, penitenza, ma anche azioni sono state le coordinate degli anni di vita claustrale di Santa Rita da Cascia. Un giorno in una preghiera più intensa, in un abbraccio più intimo, e in uno slancio più alto di sofferenza, sente l’Amato penetrare in lei, dolorosamente, con una spina conflitta nella fronte, aperta da una piaga perenne e penosa. La Santa fu segnata dal bacio doloroso di Gesù per lunghi anni fino alla morte nel monastero di Cascia avvenuta nell’anno 1457. Attorno a lei, che ha preso le spine di tutti i dolori, fioriscono miracolose rose color del sangue; vicino a lei, perpetuamente sofferente, guariscono i malati. I meriti del suo lungo dolore sembra accumularsi in un in’ esauribile riserva di bene per chi soffre, per chi vacilla, per chi dispera. In mondo segnato da tanti dolori e sofferenze ella possa intercedere per noi. Santa Rita prega per noi che gemiamo in questa valle di lacrime.

Don Pasquale Ciano

Condividi questo Articolo
Previous Article

L’atto di nascita del pensiero sociale della Chiesa in una lettera (10 settembre 1846) di San Francesco di Paola a Girolamo Sanseverino e Mandella Gaetani,  costituiti procuratori dell’eremo di Corigliano Calabro di padre Giovanni Cozzolino O.M.

Next Article

L’Iti “Achille Russo” di Nicotera protagonista in Europa con il progetto di mobilità PCTO

You may also like