A Nicotera Marina la salute mentale incontra la comunità: da 13 anni il soggiorno inclusivo del Centro Reverie A Nicotera Marina la salute mentale incontra la comunità: da 13 anni il soggiorno inclusivo del Centro Reverie

A Nicotera Marina la salute mentale incontra la comunità: da 13 anni il soggiorno inclusivo del Centro Reverie

Author: Nessun commento Share:

Uscire dalla struttura e incontrare direttamente la vita, avviando un percorso di inclusione concreta. È quanto succede da tredici anni, alla fine di luglio, al Centro Diurno Reverie di Capena, un piccolo paese alle porte di Roma Nord, che ospita persone con disagi psichici di varia natura. Anche quest’anno, infatti, dodici persone in cura insieme agli operatori hanno lasciato la propria sede e si sono trasferiti per quindici giorni a Nicotera Marina, nella nota struttura ricettiva “Antica Marina” che annualmente li accoglie.

Giuseppe Gagliardi

“Qualcuno potrebbe definirla una vacanza terapeutica. Non lo è – afferma Giuseppe Gagliardi, psicologo, psicoterapeuta e responsabile della comunità terapeutica -. È la naturale prosecuzione di un modo di intendere la salute mentale costruito in oltre quarant’anni di esperienza. Un modello che considera la cura non come un luogo, ma come una relazione; non come un insieme di prestazioni, ma come un’esperienza di vita. Ed è qui che il soggiorno di Nicotera acquista il suo significato più profondo. Per quindici giorni il Centro Diurno non interrompe il proprio lavoro. Lo trasferisce. Cambiano il mare, i paesaggi, i profumi. Non cambia il metodo. Anzi, proprio lontano dalla quotidianità abituale emergono risorse che spesso rimangono nascoste. C’è chi affronta per la prima volta un sentiero in montagna. Chi riesce finalmente a nuotare senza paura. Chi scopre di saper stare in mezzo agli altri con maggiore serenità. Chi, semplicemente, ritrova il piacere di ridere. Sono traguardi che difficilmente entrano in una cartella clinica. Eppure sono quelli che, spesso, cambiano una vita”.

Per ragioni di natura culturale, la Reverie ha scelto un classico albergo, nel pieno del mese di agosto, quando la struttura è frequentata da famiglie, bambini, giovani, anziani e turisti provenienti da tutta Italia. “Perché – dichiara il responsabile – la salute mentale non cresce nella separazione, cresce nella convivenza. Ogni mattina, nella sala da pranzo, ogni pomeriggio sulla spiaggia, ogni sera sul lungomare, persone con una storia di sofferenza psichica condividono gli stessi spazi degli altri ospiti. Non ci sono corsie preferenziali, non ci sono luoghi riservati, non ci sono etichette. All’inizio qualcuno osserva quel gruppo con curiosità. Poi la curiosità lascia spazio alla conoscenza, le diagnosi scompaiono, restano le persone. Si scambiano due parole, si scherza, si gioca con i bambini, si commenta il mare, il caldo, il tramonto. È così che, quasi senza accorgersene, cade uno dei muri più difficili da abbattere: quello dello stigma. Per questo un albergo può diventare uno straordinario luogo terapeutico perché restituisce normalità. Perché permette di essere, semplicemente, cittadini tra altri cittadini. In questi tredici anni anche Nicotera è entrata a far parte di questa storia”.

Per Gagliardi, la cura non consiste nel proteggere le persone dal mondo, ma nell’accompagnarle, passo dopo passo, a ritrovare il proprio posto nel mondo, “perché la salute mentale – afferma Gagliardi – non appartiene ai luoghi della cura. Appartiene alla vita. E quando la vita torna a essere condivisa, anche la cura ritrova il suo significato più profondo”.

Condividi questo Articolo
Previous Article

Oppido Mamertina, grande successo per la Gara di Carabina Mamertina 2026.Oltre 180 partecipanti in Piazza C. Barca. Vince l’assoluto Domenico Mesiano

Next Article

Sant’Ippolito Martire, conclusi i festeggiamenti: Gioia Tauro protagonista di tre serate straordinarie.Una partecipazione senza precedenti ha accompagnato le celebrazioni patronali. Circa 40.000 presenze per il concerto di Luchè

You may also like

A Nicotera Marina la salute mentale incontra la comunità: da 13 anni il soggiorno inclusivo del Centro Reverie