Si è tenuto a Gioia Tauro, nella suggestiva cornice di Palazzo Sant’Ippolito, il Premio Civico Nazionale “Sant’Ippolito Martire”.
L’evento è stato magistralmente presentato e moderato dalla giornalista Simona Palaia, che ha guidato il pubblico in un viaggio di emozioni e significati.
Dopo la toccante lettura di una lirica ricca di significato da parte della giornalista e poetessa Lina Maiolo; il sindaco di Gioia Tauro, avv. Simona Scarcella, ha sottolineato l’importanza di questo premio, un riconoscimento dedicato a coloro che si sono distinti per meriti sociali, impegno civico e attacco alla città. La sua amministrazione ha deciso di istituzionalizzarlo, rendendolo un simbolo di gratitudine e riconoscimento.
Il Premio Sant’Ippolito affonda le sue radici in un importante percorso culturale, frutto dell’instancabile opera del compianto monsignor Francesco Laruffa, storico parroco del Duomo, che ha rappresentato un faro per la comunità gioiese. Dopo diciotto anni di crescita come prezioso riconoscimento religioso, istituito con dedizione dalla Parrocchia di Sant’Ippolito Martire, il premio compie un decisivo salto in avanti, trasformandosi in un Premio Civico Nazionale, pur mantenendo intatte le sue profonde radici.
L’avv. Scarcella ha espresso la sua gratitudine al signor Fortunato Costantino, che ha richiesto il ripristino di questa tradizione, portando alla sua attenzione un faldone contenente la storia del Premio. Ha poi ricordato il dott. Ioculano, descritto da molti come un “medico delle anime” prima ancora che del corpo. Non è stato solo un professionista straordinario per molte famiglie di Gioia Tauro, ma un uomo libero e colto, animato da una profonda ironia e da un amore viscerale per la sua città. Ha scelto di non voltarsi dall’altra parte, promuovendo la cultura della legalità e difendendo l’ambiente, la salute dei cittadini ei diritti della comunità.
Fondatore dell’Associazione Culturale “Agorà”, il suo cammino si è tragicamente interrotto la mattina del 25 settembre 1998, vittima di un barbaro agguato mafioso. La sua memoria vive in noi, e assegnare il Premio Sant’Ippolito alla sua memoria significa riconoscere un’eredità morale indistruttibile, un gesto di gratitudine collettiva per un uomo che ha incarnato i valori più puri della nostra identità.
L’Assessore alla Cultura, Domenica Speranza, ha poi evidenziato il ruolo cruciale delle istituzioni e della scuola nell’educare i giovani alla libertà di pensiero, aiutandoli a sviluppare una coscienza critica necessaria per opporsi alle logiche della criminalità organizzata. Ha sottolineato che il contrasto alla criminalità non si realizza solo attraverso le forze dell’ordine e le aule di tribunale, ma attraverso la cultura, che toglie ossigeno e consenso sociale alla criminalità.
Don Antonio Andrello, della Parrocchia Sant’Ippolito Martire, ha parlato con dolcezza e spiritualità della figura di Sant’Ippolito Martire, patrono della città.
Sant’Ippolito, noto per la sua vita devota e il suo coraggioso martirio, ha lasciato un’importante eredità spirituale e intellettuale.
La sua vita, avvolta nel mistero, è segnata da un impegno incrollabile per la verità cristiana e la difesa della fede, ispirando generazioni a perseverare nonostante le avversità.
Don Andrello ha sottolineato che tanti sono i miracoli attribuiti al Santo , qualcuno avvenuto anche recentemente.
La giornalista e scrittrice Caterina Sorbara ha chiesto che la memoria del dott. Ioculano non finisca con l’assegnazione del Premio ma che continui per sempre.
La Sorbara ha chiesto che vengano istituite le “Giornate Ioculane”, attraverso momenti culturali importanti, che prevedano anche un Premio Letterario.
Continuando la Sorbara prendendo le mosse da un verso di Ugo Foscolo: “Sol chi non lascia eredità d’affetti/poca gioia ha dell’urna”, ha affermato che chi lascia cultura continua a vivere nel ricordo dei vivi.
Negli ultimi trent’anni, nonostante le sfide che Gioia Tauro ha affrontato tanti sono i cambiamenti positivi nel tessuto sociale e culturale.
La memoria del dott. Ioculano, ha ispirato molti a impegnarsi attivamente nella promozione della legalità e della giustizia sociale.
Sono nate tante associazioni che promuovono la cultura ed è cresciuta la consapevolezza riguardo alla salute e all’ambiente.
La Sorbara ha concluso affermando: <<Sebbene il cammino non sia stato facile, possiamo affermare che ci sono stati progressi significativi, e il ricordo del dott. Ioculano continua a guidarci verso un futuro di speranza ed impegno collettivo>>.
Il momento culminante della serata è stata la consegna del premio ai familiari del dott. Ioculano, rappresentati dal nipote dott. Frangella e dal nipote dott. Muratori, che hanno ricevuto un’opera di straordinario valore simbolico: una foglia d’oro. Questo simbolo di rinascita e speranza ci ricorda che le idee, il coraggio e il bene seminato da un uomo giusto non svaniscono con la sua morte, ma continuano a germogliare nel cuore di una comunità intera.
Un pubblico numeroso e attento ha partecipato all’evento, tra cui autorità civili, religiose e militari, l’editore del Corriere della Piana Luigi Ottavio Cordova e rappresentanti del mondo dell’associazionismo locale.
Durante la serata, sono intervenuti anche la prof.ssa Cavallaro e Francesco Anastasio, arricchendo ulteriormente il dibattito.




