Si è svolta a Reggio Calabria una solenne celebrazione in occasione della Giornata nazionale della memoria degli Internati Militari Italiani (IMI), promossa dall’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani – Sezione Provinciale di Reggio Calabria “Salvo D’Acquisto”, presieduta da Gianluca Tripodi; insieme all’Associazione Nazionale Ex Internati, all’Associazione Nazionale Centro XXV Aprile e alla Confederazione Europea Ex Combattenti e Militari.
Alla celebrazione hanno preso parte anche diverse associazioni del territorio, tra cui Nuova Solidarietà ed In Cammino, oltre a numerosi rappresentanti delle istituzioni e della società civile.
Quest’anno la commemorazione ha scelto di riportare al centro della memoria le storie di tre giovani IMI originari delle frazioni reggine di Salice e Rosalì, vittime della prigionia e della guerra: Francesco Borrello, disperso dopo la prigionia nel campo di concentramento di Sagan, in Polonia, e deceduto nel 1944; Francesco Calabrese, morto in un luogo imprecisato il 18 maggio 1945; e Francesco Pellegrino, appena ventenne, deceduto il 27 aprile 1945 e sepolto nel cimitero di guerra di Zehlendorf, a Berlino.
Le loro vicende sono state ricordate nel corso degli interventi dei partecipanti e delle istituzioni presenti, sottolineando il valore di una memoria che non deve limitarsi alla commemorazione, ma diventare occasione di conoscenza e riflessione per le nuove generazioni.
Particolarmente significativa è stata la lettura dell’ultima lettera conosciuta di Francesco Borrello, documento di grande valore umano e storico, che ha permesso di restituire voce e volto alla sua drammatica esperienza.
Un momento altrettanto toccante è stato il ricordo di Francesco Calabrese, affidato alla nipote Aurora Violante, che ha condiviso con i presenti la memoria familiare del giovane IMI.
L’introduzione della cerimonia è stata affidata alla vicepresidente provinciale Serena Violante, che, oltre a ripercorrere le storie dei tre giovani caduti, ha sottolineato ancora una volta l’importanza di trasmettere alle generazioni più giovani l’esempio di coraggio, coerenza e rettitudine rappresentato dalla vicenda degli Internati Militari Italiani.
Il sacrificio degli IMI, infatti, costituisce una pagina fondamentale della storia italiana e della costruzione della nuova Italia democratica. Ricordare le loro scelte e le loro sofferenze significa mantenere vivo il valore della libertà e della dignità umana, affinché la memoria possa diventare patrimonio condiviso e strumento di educazione civile.
La celebrazione si è conclusa con un momento particolarmente intenso e partecipato: la lettura della preghiera dell’ex internato, che ha accompagnato il raccoglimento finale e lasciato ai presenti un messaggio di memoria, speranza e pace.
Caterina Sorbara

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