Gli scaffali vuoti in diversi supermercati e i disagi nella distribuzione non sono un fatto isolato. Sono la fotografia plastica di un Paese in profonda sofferenza, schiacciato tra caro-carburanti, inflazione e stipendi che non bastano più.
Eppure, di fronte a questa realtà, la narrazione di chi governa continua a raccontare un’Italia che “corre”. Ma verso dove?
Mentre le famiglie faticano a fare la spesa, le PMI affogano nei costi operativi e la rassegnazione prende il sopravvento, assistiamo con forte preoccupazione anche a ciò che accade in molte città del Nord: tanti, troppi giovani e ragazzi che si scoprono teppisti, cedendo a violenza e microcriminalità. Questo non è solo un problema di ordine pubblico, è il segnale di una crisi educativa e sociale profonda. Quando le nuove generazioni perdono punti di riferimento, valori e prospettive per il futuro, è l’intera società che deve fermarsi a riflettere.
Continuando di questo passo rischiamo di riscoprire la “libretta della spesa” e il ritorno a condizioni che credevamo relegate a un passato buio.
Difendere la democrazia oggi significa agire concretamente:
❌ Difendere la dignità del lavoro e i salari delle famiglie.
❌ Sostenere agricoltori, artigiani e trasportatori stritolati dai rincari.
❌ Ricostruire il tessuto sociale ed educativo per ridare valore, guida e speranza ai nostri giovani.
Senza giustizia sociale, sicurezza reale e tutela dei bisogni primari, la democrazia rischia di diventare un guscio vuoto. È ora di tornare a mettere al centro il Paese reale!
Rosario Antipasqua

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