Nella chiesa cosentina dedicata alla Santa Croce in Gerusalemme – conosciuta anche come chiesa delle Cappuccinelle e curata dalle Figlie di Santa Maria della Divina Provvidenza – vi sono conservate diverse opere legate a episodi della passione di Cristo. Nei pressi dell’altare la grande tela della Deposizione dalla croce, circondata da 18 riquadri:
Gesù entra in Gerusalemme, Complotto contro Gesù, Ultima cena, Preghiera nell’orto degli ulivi, Tradito da Giuda, A casa di Anna, Davanti a Caifa, Nel pretorio di Pilato, Presentato alla folla, Gesù viene flagellato, Insultato (Ecce homo), Condannato a morte, Veronica asciuga il volto di Cristo, Spogliato dalle sue vesti, Inchiodato sulla croce, Crocifisso, Deposto dalla croce, Avvolto in un lenzuolo, Nel sepolcro.
Ma nella chiesa non è l’unica opera d’arte a richiamare la passione di Cristo; lungo le pareti della chiesa alcuni degli affreschi raffigurano scene dei misteri dolorosi: Gesù prega nell’orto degli ulivi, mentre i discepoli si addormentano; Gesù viene catturato dopo il tradimento di Giuda con un bacio e la Crocifissione di Gesù sul Golgota.Ulteriori testimonianze sono conservate nella Collezione delle Cappuccinelle: due seicentesche raffigurazioni dell’Ecce homo e una tela della Vergine Addolorata che piange il Cristo morto e il miracoloso Crocifisso ligneo attribuito allo scultore francescano fra’ Stefano di Piazza Armerina (1615-1685) seguace di fra’ Umile da Pietralia.
L’ultima suora cappuccinella che abitò il monastero fu suor Maria Teresa Vitari (9 marzo 1837-14 febbraio 1920), che il popolo cosentino venerò come un’anima santa, per la sua vita di preghiera e per la sua umiltà e semplicità, spesso raccontava del Crocifisso miracoloso che avrebbe parlato a due suore converse cappuccine, assicurando loro, che Dio, nella sua Provvidenza divina, non avrebbe fatto mai mancare il necessario alla vita. Una di loro, in particolare, incoraggiava a essere paziente e a sopportare la croce della sua lunga malattia, che presto avrebbe avuto fine e le assicurava il Paradiso. Quando a Cosenza nel 1919 arrivarono le suore Guanelliane, anche la superiora generale, suor Marcellina Bosatta (1847-1934), era al corrente di questo Crocifisso miracoloso, tant’è che il 25 settembre 1919, da Como scrivendo alla superiora di Cosenza, suor Caterina Dei Cas, dice: «State bene e scriveteci spesso. Vi saluto cordialmente, e vi prego di ricordarmi all’ottima suora cappuccinella (suor Maria Teresa Vitari) per una novena al suo miracoloso Crocifisso, secondo le nostre intenzioni».
Il Crocifisso miracoloso attualmente è custodito – e venerato – nella “Collezione Cappuccinelle” una sala espositiva con gli oggetti liturgici delle monache cappuccinelle, ereditati dalle Figlie di Santa Maria della Divina Provvidenza.
Da tre anni l’Universitas Vivariensis, l’associazione Sguardi ecologici, Ars Enotria, il Convegno di cultura “Maria Cristina di Savoia” della PreSila cosentina e il Corpo italiano di soccorso (CISOM) dell’Ordine di Malta, organizzano una visita alla Chiesa e un momento di preghiera davanti al “miracoloso” Crocifisso delle Cappuccinelle. L’appuntamento è per venerdì 27 marzo 2026 alle ore 19 – Cosenza (centro storico) Chiesa delle Cappuccinelle – Casa Divina Provvidenza; dopo il saluto introduttivo della superiora suor Giustina Valicenti, ci sarà una conversazione tra Demetrio Guzzardi e don Giacomo Tuoto. Quest’anno le tradizionali preghiere davanti a Gesù in croce saranno commentate con brani dell’esortazione apostolica sull’amore verso i poveri di papa Leone XIV, Dilexi te: “Sul volto ferito dei poveri troviamo impresso la sofferenza degli innocenti e, perciò, la stessa sofferenza di Cristo”.




