
Lamin è il nome del “Povero Cristo”, che un destino beffardo, dopo tante disavventure, lo portò a Nicotera. Alloggiava insieme a tanti altri migranti, cittadini del mondo, all’Hotel “Miragolfo”. Il nove di questo mese la giovane vita viene spezzata in un incidente stradale nelle vicinanze da dove alloggiava e le sue povere membra, dopo l’autopsia disposta dalla Procura della Repubblica, sono ancora presso il nosocomio Vibonese. Nessuno si è preoccupato, neanche il Comune di Nicotera avendone competenza e responsabilità, a provvedere alla sepoltura del “Povero Cristo”. Dopo il nostro intervento, sui giornali e sui social, suscitando tanta commozione, abbiamo appurato che il ragazzo si chiamava Lamin, che proveniva dal Senegal, che la Comunità parrocchiale di San Giuseppe guidata da padre Ampelio l’ha ricordato, cristianamente, una sera nella novena del Santo Patrono.
Abbiamo appreso, con ammirazione e gratitudine, che il Comune di Dasà, tramite il sindaco Scaturchio, ha comunicato la disponibilità ad accogliere la salma del giovane migrante nel proprio cimitero. Abbiamo scoperto, attraverso la stampa, che gli occupanti di Palazzo Convento si sono “svegliati” e, dopo quasi venti giorni, si dichiarano pronti ad intervenire “se sussistono le condizioni”. Quello che è importante, aldilà delle panzane del castellano priore, che S.E. il Prefetto, da noi interessato in merito, ha convocato chi dovrebbe rappresentare il Comune di Nicotera, in relazione alla grave situazione che si è venuta a creare e, certamente, sarà trovata una soluzione.
Movimento Politico Nazionale “Indipendenza”
Enzo Comerci



