L’URLO DI SILVESTRO SAMPINO (SILVIO): DAL DRAMMA NELLE FILIPPINE AL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI. IL CASO DI UN UOMO LASCIATO SOLO ​«Se sono sopravvissuto c’è un perché»: l’autore del libro “Il sorriso spezzato” lancia un appello disperato dopo il servizio delle Iene e la denuncia a RReggio Svelata. Chiesto l’intervento urgente delle istituzioni  della  Farnesina

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Reggio – Ci sono storie che sembrano trame di un film drammatico, ma che purtroppo rappresentano la cruda realtà di un cittadino italiano. È la storia di Silvestro Sampino, per tutti “Silvio”, un uomo che ha visto la propria vita andare in frantumi dall’oggi al domani e che oggi lancia un grido d’aiuto straziante, affinché la sua voce non venga definitivamente soffocata dall’indifferenza generale.

La vicenda di Silvio ha inizio con un sogno d’amore trasformatosi in un incubo senza via d’uscita. Volato nelle Filippine per sposarsi, l’uomo si è ritrovato vittima di una situazione drammatica, venendo spogliato di ogni bene, degli affetti e della dignità: un viaggio verso il futuro che lo ha lasciato letteralmente senza più nulla.Il suo caso era già balzato agli onori della cronaca nazionale circa un anno fa, grazie ad un servizio del programma televisivo Le Iene (Italia 1), che aveva acceso i riflettori su una vicenda umana dai contorni torbidi e dolorosi. Silvio ha deciso di mettere nero su bianco quel calvario nel suo libro autobiografico dal titolo emblematico: “Il sorriso spezzato. Se sono sopravvissuto c’è un perché”. Un testo che è un testamento di dolore, ma anche di straordinaria resilienza.Nonostante la denuncia mediatica, il fango burocratico e l’abbandono sembrano avere la meglio. Recentemente, Silvio è tornato a far sentire la sua voce, visibilmente provato, ai microfoni della trasmissione Reggio Svelata,condotta da Mary Vincelli.In questa sede, Sampino ha rivolto un appello accorato e diretto alle istituzioni italiane, puntando il dito in particolare sulle autorità della Farnesina, chiamate in causa per dare risposte concrete ed un supporto logistico, economico e umano che finora è drammaticamente mancato.

«Non si può sopravvivere a un inferno oltreoceano per poi morire di indifferenza a casa propria – dichiara Silvio – . Se sono ancora qui, se sono sopravvissuto, c’è un perché: voglio giustizia e voglio dignità. Chiedo alle istituzioni di non girarsi dall’altra parte. Ho bisogno di aiuto adesso, non quando sarà troppo tardi».

La sopravvivenza di Silvio ha un senso solo se si trasforma in rinascita. Aiutiamo Silvio a ritrovare la sua vita.

Contatti per la stampa e segnalazioni:

Email: mariagraziavincelli82@gmail.com 

Telefono: 349/5286486

Pagina di riferimento: Antenna Febea 

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