Riceviamo e Pubblichiamo: Cappella funeraria, il caso si sgonfia: archiviazione definitiva per tutti gli indagati Il GIP respinge l’opposizione e chiude l’ultimo fronte di un’offensiva giudiziaria durata oltre tre anni. Determinante la difesa dell’Avvocato Federica Biasi, che ha smontato l’impianto accusatorio atto dopo atto

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Riceviamo e Pubblichiamo:

TAURIANOVA – Cala il sipario, dopo oltre tre anni, su una delle vicende giudiziarie più estenuanti — e, alla luce degli esiti, più fragili — che il comprensorio ricordi. Un percorso fatto di denunce, esposti e tensioni che, provvedimento dopo provvedimento, si è rivelato privo di fondamento sul piano penale. Con l’ordinanza depositata il 30 giugno 2026, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palmi ha rigettato l’opposizione dei denuncianti e disposto l’archiviazione definitiva dell’ultimo procedimento ancora pendente a carico dell’Avv. Rocco Biasi, della Dott.ssa Simona Monteleone e di un tecnico del Comune di Taurianova. È l’ultimo tassello di una lunga serie di archiviazioni che, a vario titolo, ha riguardato le stesse persone. Per cogliere la portata della decisione occorre riavvolgere il nastro. I tre si sono trovati al centro di una prolungata iniziativa giudiziaria promossa da Domenico Monteleone ed i suoi parenti, che nell’arco del triennio ha dato origine a numerosi procedimenti penali. Un fascicolo dopo l’altro, però, le ipotesi accusatorie non hanno superato il vaglio dei magistrati: in ogni caso il Pubblico Ministero ha chiesto — e il GIP ha disposto — l’archiviazione, senza che si giungesse mai all’esercizio dell’azione penale. Non sono mancati i tentativi di tenere in vita i procedimenti. In più occasioni i denuncianti hanno proposto opposizione alle richieste di archiviazione, dando luogo ad udienze in camera di consiglio. Ma anche all’esito di quel contraddittorio, sentite le parti, il GIP ha confermato in via definitiva che non sussisteva alcun presupposto per procedere. L’ultimo fronte riguardava una serie di presunte irregolarità connesse alla gestione e all’intestazione di una cappella funeraria sita nel cimitero di Radicena, a Taurianova, relative ad atti che affondano le radici addirittura nell’anno 1963. Anche qui l’impianto accusatorio non ha retto: nell’ordinanza del 30 giugno 2026 il GIP ha escluso la sussistenza dell’elemento soggettivo e ha riconosciuto che le condotte contestate erano del tutto prive di rilievo penale. In questo quadro emerge con forza il lavoro dell’Avvocato Federica Biasi, difensore di fiducia di Rocco Biasi e Simona Monteleone. Con uno studio certosino degli atti e il deposito di articolate memorie difensive (ex art. 121 c.p.p.), il legale ha sezionato e disinnescato una ad una le contestazioni. Una difesa costruita non sulle parole, ma sulle carte: rigorosa, documentata e capace di reggere in ogni passaggio, fino a fornire alla Procura — per ben due volte — tutti gli elementi per chiedere l’archiviazione, poi suggellata dal GIP. Il suo intervento tecnico ha dimostrato, oltre ogni ragionevole dubbio, non solo l’infondatezza delle tesi avversarie ma, soprattutto, l’assoluta innocenza e l’estraneità ai fatti dei propri assistiti. Il bilancio finale consegna alla cronaca un epilogo tanto emblematico quanto paradossale. Da un lato, tutti i procedimenti a carico di Rocco Biasi, di Simona Monteleone e del tecnico comunale si sono chiusi con l’archiviazione. Dall’altro, l’unico fascicolo ad aver superato la fase delle indagini e ad essere approdato in giudizio è proprio quello che vede sul banco degli imputati chi quelle denunce le aveva promosse. All’origine c’è la querela presentata da Simona Monteleone per le condotte diffamatorie che lamenta di aver subìto — rivolte, stando alla denuncia, alla sua persona e alla memoria del padre defunto. Su quella base, nel luglio 2024, il Pubblico Ministero ha emesso un decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti di Domenico Monteleone. Un procedimento che dovrà ora celebrarsi nelle sedi competenti e nel quale, come per chiunque, vale la presunzione di innocenza fino ad eventuale pronuncia definitiva. Ma la vicenda non finisce qui. Chiuso il versante penale che li riguardava, dopo tre anni di accuse rivelatesi puntualmente prive di fondamento, l’Avv. Rocco Biasi e la Dott.ssa Simona Monteleone tuteleranno la propria posizione nelle sedi opportune a difesa del proprio nome e a ristoro dei danni subìti. Occorre precisare, che l’Avv. Rocco Biasi, sempre con il patrocinio dell’Avv. Federica Biasi, ha già chiesto per altre vicende collegate il risarcimento dei danni in sede civile. La giustizia penale ha così completato il suo lungo e faticoso corso. L’ennesima ed ultima archiviazione restituisce dignità e piena serenità agli indagati e certifica, una volta per tutte, l’insussistenza di una narrazione accusatoria portata avanti per anni, ristabilendo la verità storica su una vicenda – la cappella funeraria – che, semplicemente, non sarebbe mai dovuta iniziare né approdare alla Procura della Repubblica.

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