E’ stata inaugurata martedì 14 luglio a Reggio Calabria una targa per l’internato militare Luigi Cantarella

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E’ stata inaugurata martedì 14 luglio a Reggio Calabria una targa per l’internato militare Luigi Cantarella.

La Targa   si trova sulla facciata della casa in cui   Cantarella è vissuto, per ricordarne il suo coraggio e il  suo sacrificio.

In particolare tutti gli  internati militari italiani che dissero  “no” senza alcuna garanzia di sopravvivenza.

Un gesto di coraggio che contribuì alla costruzione di un’Italia libera, democratica e antifascista.

Dopo l’ascolto dell’Inno Nazionale, la scopertura della targa, e la benedizione impartita da Don Francesco;   Giuseppe Cantarella  ha narrato la vicenda del padre, spiegando anche il significato della data scelta per la cerimonia.

Il 14 luglio ricorre l’ottantesimo anniversario dell’incontro tra Luigi Cantarella e Annina De Santis, che sarebbe poi diventata sua moglie.

Giuseppe Cantarella ha ricordata che al rientro a casa, il padre pesava appena quaranta chili. Le sofferenze della prigionia lo accompagnarono per anni, ma l’affetto della famiglia gli consentì di ricostruire la propria vita.

Infine Giuseppe Cantarella, ha  annunciato che tutto l’archivio familiare è stato donato all’Archivio di Stato, affinché diventi patrimonio pubblico.

Subito dopo Don Francesco ha sottolineato che  la memoria di Luigi Cantarella è divenuta un   patrimonio che educa le nuove generazioni ai valori della libertà, della pace e della giustizia.

Presenti i  rappresentanti delle istituzioni.

Il consigliere comunale Marco Parisi, in rappresentanza del sindaco Francesco Cannizzaro, ha affermato che la targa è un  atto d’amore verso la città e verso chi ha sacrificato tutto per i propri ideali.

Il consigliere Demetrio Delfino ha ricordato che la vicenda degli Internati Militari Italiani è ancora oggi poco conosciuta e per questo la targa è importante perché offre la possibilità di conoscere la storia  di circa 800 mila italiani e di oltre 10 mila calabresi.

Nicola Marazzita, responsabile metropolitano dell’ANEI Calabria, dopo aver portato  il saluto della presidente nazionale Anna Maria Sambuco,ha  ricordato che l’ANEI nacque nel 1945 per volontà degli stessi ex internati.

Gli IMI non erano semplici lavoratori nei campi, come per anni aveva affermato la propaganda nazista.

Furono protagonisti di una vera forma di resistenza.

Molti pagarono con la vita il sabotaggio della produzione bellica e migliaia finirono nei campi di sterminio. Luigi Cantarella ne è un esempio.

Un messaggio di vicinanza è arrivato anche dalla sezione “Ferruccio Vignoni” dell’ANPI di Montichiari, attraverso la presidente Ida Tonti, originaria del quartiere Santa Caterina.

Gianluca Tripodi, presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani,  nipote di un Internato Militare Italiano, ha ricordato che per decenni gli IMI furono ”prigionieri due volte: dei nazisti e dei pregiudizi”.

Oggi finalmente, sono  riconosciuti tra i protagonisti della lotta di Liberazione

Il signor Crupi, dell’associazione Noi per Santa Caterina si è soffermato sull’importanza  del libro di Giuseppe Cantarella, grazie al quale molti hanno scoperto una pagina di storia per troppo tempo rimasta  sconosciuta.

Un momento importante, vissuto con gioia ed emozione dai numerosi presenti.

Caterina Sorbara

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