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Pizzo Calabro: prime ordinanze contro il degrado urbano.

Un mese fa il sindaco di Pizzo Calabro Gianluca Callipo aveva annunciato sui social network come l’amministrazione da lui guidata non sia più disposta a tollerare situazioni di degrado urbano avvalendosi del cosidetto Decreto Minniti del 2017 che ha previsto maggiori poteri ai Sindaci in materia di possibilità di emanare ordinanza nei confronti dei privati per obbligarli ad intervenire laddove la loro incuria compromette in modo grave il decoro urbano.

Un tema molto sentito nelle comunità, sopratutto in quelle che vivono di turismo dove la cittadinanza di riferimento ben comprende che i centri abitati devono essere ben curati, perchè una città che vuole proporsi come meta turistica necessariamente deve presentarsi pulita e ordinata anche a livello urbanistico e architettonico.

“La città è di tutti – aveva detto in quell’occasione il sindaco – ed ognuno deve contribuire a renderla più bella ma soprattutto non è giusto che per l’incuria di pochi si debba compromettere il decoro urbano di intere aree importanti della nostra Pizzo”.

Ebbene adesso il primo cittadino napitino ha emanato un ordinanza – la n. 14 del 21 giugno scorso – contingibile e urgente per far ripristinare le condizioni di sicurezza urbana e il decoro di tutte le pareti esterne prospettanti su spazi pubblici e privati dell’immobile denominato “Palazzo Gagliardi” sito in via Benedetto Musolino.

Il fabbricato – si legge nell’ordinanza in questione – presenterebbe condizioni di fatiscenza, – dall’intonaco mancante in più punti, ai parapetti sfondellati, agli infissi in avanzato stato di degrado – mostrando marcati segni di abbandono e incuria “tali da determinare una situazione di degrado territoriale che compromette le normali condizioni di sicurezza urbana e di decoro” dell’area che è quella prospiciente Piazza Musolino antistante il Castello Murat e Via Roma e che quindi “il protrarsi di tale situazione può essere fonte di rischio anche per ulteriori compromissioni strutturali della predetta costruzione” che potendo recare danni a persone o alle proprietà confinanti “necessitano di interventi volti a ripristinare le normalicondizioni di sicurezza urbana e di decoro”.

Il sindaco pertanto ha ordinato ai proprietari dell’immobile in questione di provvedere a effettuare tutti quei lavori che servano a superare le criticità riscontrate sul fabbricato, disponendo che i ponteggi per non rendere visibile il fabbricato siano installati entro 60 giorni dalla data di notifica dell’ordinanza e che i lavori di manutenzione, restauro e risanamento conservativo siano effettuati entro i 180 giorni decorrenti da quelli concessi per effettuare i lavori previsti nella prima fase avvertendo che “decorsi inutilmente 60 giorni dalla data di notifica si procederà all’effettuazione previste dalla prima fase a cura del comune e a spese del proprietario dell’immobile” precisando altresì che “in caso di mancata ottemperanza si provvederà all’inoltro alla Procura della Repubblica, territorialmente competente di specifica notizia di reato ai sensi degli articolo 650 o dell’articolo 677 del Codice Penale”.

 

 

 

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