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Monterosso Calabro, bambini in festa alla scuola dell’Infanzia

Nella splendida cornice del “Parco del Sole”, è andato in scena lo spettacolo di fine anno della scuola dell’Infanzia di Monterosso Calabro che ha visto protagonisti indiscussi gli alunni delle due sezioni facenti parte dell’istituto Comprensivo di Vallelonga del dirigente scolastico Eleonora Rombolà.

I piccoli sono stati guidati dalle insegnanti Angela Donato, Domenica Malfitano, Anna Morano, Carmen Stillitano e Maria Zurzolo, coadiuvati dalla collaboratrice scolastica Celestina Anania e dai genitori degli alunni. Questi ultimi alla presenza di autorità militari, religiose e civili tra cui il sindaco Antonio Lampasi e davanti ad un pubblico attento e trepidante, si sono esibiti ripercorrendo con dialoghi, poesie e canzoni le attività svolte durante l’anno scolastico al ritmo delle stagioni e delle feste. Dall’autunno all’inverno, dall’inverno alla primavera in una sfumatura di colori sempre diversi, per poi arrivare alla tanta attesa estate quando le loro voci non allietano più le aule delle scuole, ma spesso è il cielo aperto ad accogliere le loro grida festose perché quando si è bimbi la vita non può essere solo impegno, ma anche e soprattutto gioco (sia pure con regole da rispettare) e spensieratezza perché se piccoli si nasce… grandi si diventa: con il tempo, la pazienza, l’amore, la professionalità di chi è preposto a favorirne la crescita.

E’ stata l’occasione anche per ricordare con una nota introduttiva della responsabile di plesso, Angela Donato, il cinquantesimo anniversario della nascita della Scuola Materna avvenuta nel lontano 1968. La scuola, oggi denominata dell’Infanzia, è sempre più impegnata a qualificare con la sua presenza, a volte sottovalutata anche da chi opera nel settore, lo scenario culturale della nostra epoca e lo fa, facendo tesoro della sua storia, delle sue sperimentazioni, dei suoi punti di eccellenza, per poter affrontare le nuove sfide educative poste dalla società contemporanea come i processi interculturali, la pervasività delle tecnologie, le fragilità cognitive ed emotive; lo fa, esplorando a fondo le potenzialità e la ricchezza di ogni bambino e bambina, cercando di fornire un qualificato ambiente di apprendimento, di vita e di relazione. Ecco perché è sembrato giusto insieme allo spettacolo di fine anno, ricostruirne la sua storia e non tanto per un intento puramente celebrativo come può essere un anniversario.

La “voce” dei bambini è emersa tra i rami degli alberi del parco come tra le maglie di uno sguardo adulto, uno sguardo inteso come presenza che per essere veramente educativo non deve mai smettere di porsi al loro servizio, di interrogarsi per favorire un incontro sempre più benevolo e fruttuoso tra chi insegna e chi impara e tutti sappiamo che “s’impara facendo” e, a volte anche sbagliando. I bimbi più grandi e quelli che il prossimo anno affronteranno una nuova sfida educativa andando ad occupare i banchi più “scomodi” e impegnativi della Scuola Primaria, hanno allietato i presenti rappresentando, a loro modo, la fiaba di Cappuccetto Rosso prima di ricevere dalle mani delle insegnanti il loro primo diploma.

Lo spettacolo ha avuto luogo sotto un cielo terso di giugno e come a giugno la natura è al massimo della sua prosperità anche loro hanno elargito a piene mani impegno e partecipazione emotiva perché stare su un palco e recitare metterebbe in ansia chiunque, anche il più veterano degli attori. Ma loro non sono state semplici comparse. Sono e saranno sempre i protagonisti del futuro.

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