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Si intravedono segni di pace, in occasione della ricorrenza dei 50 anni dalla liberazione di Gerusalemme da parte delle forze di difesa israeliane.

Oggi ricorre il 50 ° anniversario della liberazione di Gerusalemme dalle forze di difesa israeliane e sono così, cinque decenni, che i fedeli di tutte le religioni possono pregare in pace nei rispettivi siti sacri. Lo ricorda il Simon Wiesental Center.Questo non era ancora possibile quando Israele nacque nel 1948, allorquando forze arabe, infiammate dall’odio del genocidio del Gran Mufti di Palestina, cercavano di distruggere il popolo ebraico. Lo stesso Mufti che era fiancheggiato da Hitler e sostenuto dalla Germania nel bel mezzo della seconda guerra mondiale e veniva incitato: “Uccidi gli ebrei dovunque li troverai. Questo piace a Dio, alla storia e alla religione “.

È lo stesso fanatismo che abbiamo assistito alle ultime settimane per le strade di Manchester e di Londra. Lo stesso fanatismo è evidente in un sondaggio pubblicato la settimana scorsa in Germania che ha scoperto che oltre il 50 per cento dei musulmani che sono venuti nel paese odiano gli ebrei, accertando che questi sono spesso sotto la  guida dei padrini del terrorismo riconducibili al regime di  Teheran, che finanzia Hezbollah e Hamas, con uno uno scopo fisso in mente: la distruzione di Israele.

50 anni fa, il 4 giugno 1967, Israele e il popolo ebraico erano soli. Nessuno si è alzato in loro difesa – ne gli Stati Uniti, ne la Gran Bretagna, ne la Francia – e, da soli contro tutte le probabilità, sono riusciti a riconquistare il cuore e l’anima della gente per mantenere unito il concetto di popolo ebraico.

Oggi, 50 anni dopo, Israele è la nazione più potente del Medio Oriente, e molti dei suoi ex nemici e vicini stanno cominciando a guardarla come un potenziale partner e non un nemico giurato. Solo pochi giorni fa, quattro nazioni arabe – l’Egitto, gli Emirati Arabi, l’Arabia Saudita e il Bahrain – hanno tagliato tutte le relazioni diplomatiche con il solo alleato dell’Iran nel golfo, Qatar, sede della sede di Hamas. Questo è un fatto eccezionale che mira a stabilizzare un’area oggetto di destabilizzazione continua, un focolaio che ha minato la stabilità dell’area medio orientale e che da oggi, senza troppe illusioni, ma con uno spirito mutato, si dovrà proseguire verso una vera e duratura intesa di pace tra arabi palestinesi e israeliani.

Il 6 giugno 1967, Moshe Dayan, ministro della Difesa, ha parlato con queste parole al muro occidentale: “Siamo tornati a tutto ciò che è santo nella nostra terra. Siamo tornati a non essere mai separati da esso “.

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