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Nicotera, Beniamino Lapa lascia il movimento “14 luglio”: C’è una “verticalizzazione” che non mi piace.

beniamino lapa
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Beniamino Lapa lascia il movimento “14 luglio”. Una scelta sofferta, fatta alla luce del sole, senza tentennamenti. Con una lettera aperta indirizzata “urbi et orbi” spiega il perché del suo farsi da parte dopo due anni di attivismo contrassegnato da impegno continuo e concreto. Il professionista nicoterese non rinnega nulla dell’esperienza vissuta a fianco della gente che scendeva in piazza per reclamare con forza soprattutto il proprio diritto ad avere un mare pulito e a poter usufruire di acqua potabile nelle case. Due anni sotto i riflettori con buoni risultati da annoverare, ma anche con qualche delusione da incassare di fronte a quel muro di gomma contro cui, giorno dopo giorno, andavano a sbattere le comuni aspirazioni dando spazio, infine, all’insinuarsi di dubbi e incertezze sul modo di essere del movimento stesso. Lapa non indica situazioni, non fa nomi, non evidenzia contrasti. Lascia solo intuire divergenze d’opinione all’interno del Movimento alla fine sfociate in un irreversibile disagio che lo spinge ad abbandonare il campo. I contenuti della sua lettera aperta disegnano un quadro chiaro della situazione.

<Mi rivolgo a voi – esordisce – innanzi tutto a Voi, che da qualche tempo avete ritenuto di accogliermi come componente del Movimento 14 Luglio, perché è a Voi che devo spiegare il passo che ho deciso di compiere. A voi, perché i due anni di militanza sono stati il più grande insegnamento di lotta sui problemi del territorio e per la quale sono certo di essermi impegnato con fervore, passione, instancabile laboriosità, almeno fino a quando ho creduto di poter contribuire a quel sogno che mi ha guidato in questo percorso. Un sogno che mi ha fatto pensare che un nuovo modo di intendere la politica, il vero senso civico, possano avere la meglio sull’interesse di parte e sul modo personalistico di “indirizzare” la cosa pubblica. Condividendo un obiettivo comune con le persone che hanno manifestato fiducia nei miei e nei Vostri confronti, con orgoglio e fierezza ho inteso, assieme a tutti Voi, rappresentare quel gruppo di cittadini, portando la loro voce lì dove poteva e doveva essere ascoltata>. Naturalmente <ero certo che il Movimento 14 Luglio – continua –  rappresentasse per il nostro territorio l’unica vera possibilità di salvezza, l’ultima speranza. Ed ero e sono convinto che la nostra città possa salvarsi solo con una politica slegata dal sistema dei partiti, lontano dalle logiche clientelari che possono solo mortificarla>.

Finito il preambolo, Beniamino Lapa si cala nei meandri del suo impegno movimentista nell’intendo di motivare nel migliore dei modi il perchè delle sue dimissioni. <Non ho mai smesso – sottolinea –  di credere nel Movimento. Temo, però, di aver valutato alcuni aspetti in modo difforme da come, poi, si sono realmente palesati e che ho avuto modo di riscontrare, nel corso della mia esperienza di attivista, con particolare riferimento al modo ed alla volontà di tradurre in atti concreti gli ideali e i valori del Movimento stesso. Ho inteso essere membro di un gruppo coinvolto pienamente in azioni finalizzate a cambiare, migliorandola, la vita dei nostri concittadini. Una voce decisa e cristallina che non credo possa o debba diventare afona, a seconda dei casi. Ho inteso lavorare – prosegue – in modo costante e partecipato per creare una rete di cittadini impegnati attivamente a difendere i diritti di una comunità, in un contesto che crea continuamente spazi di confronto politico-sociale e non lascia spazio, invece, a dinamiche pressanti che distorcono inevitabilmente l’obiettivo condiviso, e dichiarato tale, per il quale mi sono impegnato con tutte le risorse, le energie, la passione ed il tempo di cui sono stato capace. In questi mesi mi sono troppo spesso trovato a riflettere su questioni, tutte endogene, che personalmente non trovo conformi all’idea che io ho fatto mia del Movimento; temi che, a mio parere, vanno molto oltre le semplici difficoltà che fisiologicamente possono nascere in ogni gruppo>.

Qui finisce la delicatezza del dire e cominciano le “stilettate”. <Ritengo – rimarca il professionista nicoterese – che l’accanimento “ossessivo-compulsivo”, quasi patologico, nel voler risolvere annosi problemi solo con attacchi diretti, ignorando l’azione democratica attraverso la mediazione civile, unitamente alla presunzione di “saper tutto”, la “volontaria o involontaria” interruzione dei rapporti istituzionali con la Regione, le persistenti “bacchettate”, le vergognose insinuazioni ed i “richiami all’ordine” perpetrate, oramai da tanto tempo, nei miei confronti, unitamente agli attacchi personali, non possono che “costringermi” a lasciare questo Movimento. Sono fermamente convinto – aggiunge – che queste continue e sfiancanti distrazioni hanno finito per togliere forza, concentrazione e tempo a quella che, credo, dovrebbe essere l’azione di un Movimento a favore dei cittadini. Ho colto, in sostanza, strada facendo, dinamiche che mi hanno fatto riflettere sul sentirmi o meno nel posto giusto, nel Movimento così come io l’ho sempre interpretato e vissuto. Ho sempre creduto nella struttura “orizzontale” del Movimento, ma, alzate di mano, “suggerimenti” su come agire, hanno avvalorato una spiccata e celata “verticalizzazione” dello stesso. Un mio errore di valutazione iniziale, forse. Una presa d’atto che, oggi, mi impedisce di identificarmi ancora nella comunità locale del Movimento, per come l’ho inteso io. Un’amara constatazione – aggiunge – che mi costringe a lasciare il Movimento, rammaricato dal silenzio e dalla indifferenza di chi avrebbe dovuto ribellarsi “apertamente” e non solo con semplici attestazioni di solidarietà attraverso messaggi privati indirizzati al sottoscritto. Ma anche di questo atteggiamento ho profondo rispetto. E proprio per questo rispetto sono costretto a prendere atto e a rendervi conto dell’impossibilità, per coerenza con le mie convinzioni più profonde rispetto al significato del Movimento, di poter svolgere questo ruolo di “combattente” con lo stesso impeto e la stessa passione che mi hanno animato inizialmente, quando le premesse sembravano ben diverse dalla realtà attuale. Questo rispetto, che devo principalmente ai cittadini del nostro territorio, mi impone di farmi da parte>.

Il commiato è permeato di amarezza. Io esco dalla vita politico/movimentista così come sono entrato – conclude Lapa –  con la solita umiltà che mi appartiene, con la certezza di essere riuscito a non farmi toccare dal compromesso, dalle scelte opportunistiche, dal senso del bene comune a corrente alternata, al contrario del pensiero di pochi militanti.  Ringrazio con tutto il cuore chi sinceramente ha creduto in me e mi ha sostenuto ed incoraggiato nel mio impegno, in modo particolare i cittadini di Nicotera Marina ai quali rivolgo l’augurio di una rinascita del meraviglioso sito in cui vivono, rimanendo, a titolo personale, a disposizione per il tentativo di risoluzione degli annosi problemi. Sarò sempre grato a tutti voi per la fiducia ricevuta e chiedo scusa a chi, tra voi cittadini, all’oscuro di certe dinamiche e comportamenti, avrà difficoltà a comprendere la necessità del mio gesto che può essere, in coscienza, la mia unica possibile scelta, sofferta ma ponderata. Mi auguro che il mio gesto, così forte e definitivo, serva a stimolare una seria riflessione interna, a mio avviso più che mai necessaria, da cui ripartire con capacità autocritica e rinnovata consapevolezza, al fine di trovare i giusti e corretti spazi di confronto politico e di incisiva operatività che possano fare il bene della nostra comunità cittadina>.

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