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Giornata politica: reddito di cittadinanza, manovra e decreto fiscale. Zingaretti e il PD

Reddito di cittadinanza: Nella giornata di ieri sono emersi nuovi dettagli sul reddito di cittadinanza. Il premier Giuseppe Conte ha infatti specificato che l’esecutivo è al lavoro per capire come “modulare le offerte di lavoro sulla base della distribuzione geografica”. Si cercherà quindi di combattere un possibile squilibrio Nord-Sud, destinando al 47% delle famiglie del centro-nord i benefici del reddito di cittadinanza, come affermato dal vicepremier Luigi Di Maio. Per favorire ulteriormente un equilibrio della riforma, potrebbe anche essere introdotta la possibilità di non penalizzare chi rifiuterà la prima offerta al di fuori della propria città o regione. Mancano però ancora diversi dettagli, che dovrebbero essere finalizzati nei prossimi giorni. Si va verso l’accesso al reddito ai nuclei con Isee inferiore ai 9.300 euro, a cui verrà caricato sulla tessera sanitaria una sorta di voucher mensile, che potrà essere speso solo per beni di prima necessità e non sarà cumulabile di mese in mese.       

Manovra: Oggi alle 18 si terrà il Consiglio dei ministri che avrà il compito di licenziare decreto fiscale e Draft Budgetary Plan (progetto di bilancio), ma l’atmosfera nell’esecutivo sembra ancora tesa. Nel prevertice di ieri è stato infatti constatato che mancano 2 miliardi per far quadrare i conti della manovra, per cui è previsto un impegno di 27 miliardi. Per riuscire nella missione, la maggioranza dovrà probabilmente rivedere una delle riforme principali, innescando quindi un possibile scontro politico. Ad esempio sulla pace fiscale, dove M5S e Lega continuano a discutere sul tetto massimo, che dopo una mediazione potrebbe attestarsi a 200mila euro. Potrebbero essere ritoccate in alternativa reddito di cittadinanza e pensioni di cittadinanza, decidendo per un loro posticipo di qualche mese. La Lega nel frattempo ha attaccato il taglio delle pensioni d’oro, che secondo Di Maio dovrebbe valere almeno 1 miliardo di euro.

Pd: Durante la seconda giornata di Piazza Grande, manifestazione organizzata da Nicola Zingaretti per lanciare la sua candidatura a segretario Pd, è intervenuto Paolo Gentiloni, che ha confermato il suo supporto al governatore del Lazio, pur con qualche precisazione. “Il Pd deve fare da argine, deve far maturare una riscossa” – ha affermato l’ex premier – “e per farlo deve cambiare strada, senza abiure, ma cambiare si deve”. Per Gentiloni è quindi giusto archiviare l’esperienza di Matteo Renzi, senza però rinnegare la natura del Pd: “Sosterremo Zingaretti senza strappi né clamore, ma con la nostra impostazione”. Zingaretti ha quindi celebrato il successo della kermesse, specificando che il suo Pd non accetterà un’eventuale alleanza con il M5S. Si attendono ora le mosse di Marco Minniti, il cui lavoro come ministro è stato elogiato da Gentiloni in giornata. Sembra sempre più probabile che l’ex titolare del Viminale possa sciogliere la riserva alla sua candidatura prima della Leopolda di Matteo Renzi, in programma nel prossimo fine settimana.

fonte cdo

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