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palazzo provinciale vibo
palazzo provinciale vibo

La Regione sta per pubblicare le linee guida che dovranno fare da filo conduttore nella redazione dei piani di dimensionamento della rete scolastica per il 2019-2020 e, nel solco della tradizione, è pronta a partire la gara che vedrà Provincia, Comuni, sindacati e dirigenti scolastici impegnati nella strenua difesa del proprio “fortino”. Nessun Comune, infatti, vorrebbe assistere alla perdita di autonomia dei propri istituti così come nessun dirigente vorrebbe vedersi sfilare la dirigenza da sotto il naso. In entrambi i casi, spetterà a palazzo Bitonto e al neo presidente Salvatore Solano il delicato compito di trovare la giusta via di mezzo per salvare il salvabile senza farsi condizionare dalle “tirate per la giacca” che, di certo, non mancheranno. Ufficialmente l’iter non è ancora stato avviato, ma, quanto prima, dovrebbero sedere attorno allo stesso tavolo sindaci, sindacati e amministratori provinciali per fare il punto della situazione e procedere alla stesura del nuovo piano di dimensionamento. In passato, polemiche, ricorsi e rivisitazioni del lavoro fatto non sono mai mancati. Quest’anno potrebbe non andare diversamente. In realtà, il quadro dell’esistente non lascia dormire sonni tranquilli. Non mancano le prime scintille. Gli istituti a rischio sono tanti ed il progressivo calo degli alunni sull’intero territorio vibonese potrebbe tradursi nella “mattanza” delle autonomie. Stando al piano di dimensionamento 2018-2019, le scuole che camminano sul filo del rasoio per carente numero di iscritti sono numerose e l’elenco, per l’anno prossimo, potrebbe diventare ancora più lungo. A generare timori non sarebbe solo la decrescente consistenza della popolazione scolastica, ma giocherebbe un ruolo significativo anche il progressivo spopolamento del Vibonese dovuto alla ripresa dell’emigrazione ossia

Ite Galilei Vibo
Ite Galilei Vibo

di un fenomeno sino ad oggi del tutto sottovalutato. Il numero degli abitanti è in netto calo, oltre che nel capoluogo, anche in centri come Serra San Bruno, Tropea, Nicotera e Mileto, mentre a Filadelfia il calo degli abitanti è diventato alquanto preoccupante. Davvero pochi i comuni interessati dall’incremento demografico. Tra di essi Pizzo, Ionadi e Ricadi. Il pianeta scuola, di conseguenza, è chiamato a fare i conti col rischio di veder saltare qualche autonomia scolastica. Tra gli istituti che registrano una popolazione scolastica di poco più di seicento alunni e che, quindi, camminano sul filo del rasoio, risultano esserci gli istituti comprensivi di Acquaro, Mileto, San Costantino e, in città, il “Murmura”. Non scoppiano di salute neppure le scuole superiori tra le quali appaiono in chiaro affanno, nel capoluogo, Itis, Itg e Ite, oltre ai professionali. Viaggiano in sofferenza in quanto con meno di seicento iscritti, l’omnicomprensivo di Soriano, il Convitto Filangieri ed i comprensivi di Cessaniti, Briatico e Ricadi. Si salvano, ma solo perché inquadrati come istituti di montagna, l’omnicomprensivo di Filadelfia ed il comprensivo di Fabrizia. A rischio anche l’istituto di istruzione superiore di Tropea. Un quadro allarmante che le parti in causa dovranno provare a dipingere con i colori della speranza.

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