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Scontro Italia Europa sulla manovra economica. Si va ai tempi supplementari tra l’infrazione e le elezioni europee.

Bocciatura Manovra: Come ampiamente annunciato, ieri la Commissione europea ha bocciato la seconda versione della manovra 2019 del governo M5S-Lega, giudicando la conferma del deficit al 2,4% del Pil non in grado di ridurre il maxi debito italiano al 131% del Pil. “Sulla base di quanto presentato dal governo italiano, ha detto il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis, vediamo il rischio che il Paese si diriga da sonnambulo verso l’instabilità”. Oltre al deficit al 2,4% del Pil, Bruxelles ha giudicato inadeguate anche le altre misure: i previsti tagli fiscali hanno “un impatto limitato” sulla crescita, gli obiettivi di privatizzazione rischiano di essere troppo ambiziosi, le modifiche alla riforma Fornero “smantellano precedenti misure” di risanamento con la conseguenza di “peggiorare i rischi di sostenibilità di bilancio dell’Italia”.

Ocse: A confermare i dubbi e le perplessità di Bruxelles ieri sono arrivate le indicazioni di Istat e Ocse. L’Istituto Nazionale di Statistica ha previsto un incremento del Pil dell’1,1% quest’anno (tre decimi in meno di quanto stimato in precedenza) e dell’1,3% nel 2019 (contro l’1,5% del governo). Nell’ultimo outlook dell’Ocse, invece, si parla di sviluppo in frenata e deficit in crescita. L’Ocse scende anche nei dettagli della manovra. Per l’organizzazione di Parigi il reddito di cittadinanza “rafforza di molto i programmi contro la povertà, ma per essere efficace e contenere i costi il governo dovrebbe accelerare le riforme per migliorare i programmi di ricerca di lavoro e di formazione, così come le politiche per l’inclusione sociale”. La riforma delle pensioni, invece, “peggiorerà le disuguaglianze tra le generazioni”.

Reazioni italiane: La risposta del governo italiano è arrivata con il ministro dell’Economia Giovanni Tria, il quale, però ha confermato la scelta di una politica “moderatamente espansiva” e ribadito che il dissenso con l’Ue è limitato in realtà a “pochi decimali” e i conti sono “sotto controllo”. Per il vicepremier e leader pentestellato Luigi Di Maio, “sia noi che l’Europa vogliamo la stessa cosa, ridurre il debito”, tuttavia Bruxelles deve convincersi che per raggiungere l’obiettivo “abbiamo scelto l’unica strada che funziona”. Dal campo leghista, Matteo Salvini prima ha ironizzato sui social (“Aspetto la lettera di Babbo Natale”) poi ha corretto il tiro: “Io non cerco lo scontro, il governo vuole dialogare e io non voglio uscire dall’Ue o ribaltare i tavoli”. Il primo a portare avanti il confronto con l’Ue sarà il premier Giuseppe Conte, in occasione della cena in programma sabato sera con il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker.  

Pierre Moscovici: Dopo la bocciatura della manovra da parte della Commissione Ue, il commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici, in un’intervista al Corriere della Sera cerca di spiegare la posizione comunitaria. “Abbiamo lanciato un processo – dice Moscovici – ma il seguito non è già scritto: né il ritmo né la traiettoria di riduzione del deficit e del debito. Noi siamo un elemento, ma gli Stati decidono e l’Italia è sotto lo sguardo di tutti i governi, unanimi nel pensare che il Paese non sia sulla strada giusta. L’intervista completa è tra gli articoli del giorno, cliccate qui sotto.

Ddl anticorruzione: Dopo l’”incidente” di martedì sera sulla legge anticorruzione, quando la maggioranza è andata sotto lasciando approvare a voto segreto un emendamento sul peculato e sull’abuso d’ufficio, il premier Giuseppe Conte, i due vice Matteo Salvini e Luigi Di Maio e il ministro della Giustizia Alfondo Bonafede ieri si sono presentati in Aula per chiudere la partita sul ddl e per presentare un’immagine di compattezza del governo. “Abbiamo trovato un accordo, risolveremo questo incidente al Senato e poi riporteremo il testo qui alla Camera”, ha detto Conte, che ha anche aggiunto che il ddl anticorruzione sarà approvato entro dicembre.

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