Il campione di Basket Kobe Bryant e sua figlia GiGi morti in un incidente. Aveva vissuto a Reggio Calabria.
Il campione di Basket Kobe Bryant e sua figlia GiGi morti in un incidente. Aveva vissuto a Reggio Calabria.

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Il campione di Basket Kobe Bryant e sua figlia GiGi morti in un incidente. Aveva vissuto a Reggio Calabria.

Tragedia nel mondo dell’NBA: Kobe Bryant è morto in un incidente di elicottero in California, nella contea di Los Angeles. A riferirlo è stato per primo il sito TMZ. Il 41enne, leggendaria guardia dei Lakers, era a bordo del suo elicottero privato con almeno altre otto persone, tutte morte. Tra le vittime anche una delle quattro figlie, la 13enne Gianna Maria detta GiGi. Lo riferiscono fonti della famiglia al sito Tmz. Gianna Maria, era la primogenita di Kobe e la moglie Vanessa, ed era un astro nascente del basket femminile. Il gruppo era diretto verso la Mamba Academy di Thousand Oaks per un allenamento di basket.Kobe Bryant è sempre stato famoso per i suoi spostamenti in elicottero e quando giocava per i Lakers usava il suo Sikorsky S-76 per trasferirsi dalla sua villa di Newport Beach fino allo Staples Center di Los Angeles.

 Kobe Bryant da bambino aveva vissuto a Reggio Calabria quando il padre Joe giocava nella squadra di Basket Viola e in molti lo ricordano con affetto e con profondo dolore. Pubblichiamo un toccante ricordo di Kobe da parte degli amici di Reggio Calabria: Dear Kobe,

Kobe da bambino a Reggio Calabria

viviamo in un posto dove chi ha 60 anni ti ricorda bambino che accartocciavi i giornali al Botteghelle e li tiravi dentro il canestro, come papà. Qui, chi ha 40 anni sostiene di aver giocato con te. Tutti, ma proprio tutti. Fa quasi ridere ma fa capire quanto sei stato importante per loro. Chi ha 30 anni ti ha idolatrato, arrotolando come te le calze di papà per tirarle nel secchiello e dire: «Guarda papà, come Kobe». Chi ha 20 anni, o meno non lo sa. Lo ha sentito raccontare ma non ci crede fino in fondo che davvero tu sei stato uno di noi. Hai vestito quei colori, hai sentito l’odore dello Scatolone, quello del nostro Mare. E ti guardavano straniti mentre alzavi al cielo un altro trofeo, un altro anello. Sei stato quello di cui ci siamo vantati «Ma sai che quando era piccolo è stato qui?» Sei stato quello con cui abbiamo sognato ché anche dalla piccola provincia si può sfidare l’Olimpo ché anche dalla periferia si può essere grandi ché in Cielo non ci vanno solo i predestinati. Ci hai insegnato a sperare e che il gioco non è solo un gioco ma passione, impegno, presenza mentale, sangue sul parquet. E ci siamo innamorati, del gioco, di te, del sogno. Non siamo pronti a lasciarti andare. E perché dovremmo? Chi ha saputo sognare chi ha saputo giocare con la vita chi ha saputo sperare non muore mai. Fino all’ultimo, fino alla sirena, 5.4.3.2.1… ciof.

Grazie Kobe, Ti vogliamo bene. I tuoi amici di Reggio Calabria

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