STORIA DI UN’ANIMA: NENE’ ARCIDIACO BORRELLO.

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Con una conversazione, ancora in remoto, curata dalla Prof.ssa Giuseppina De Felice, disponibile da domani venerdì 5 febbraio sul sito facebook di Anassilaos e su you tube;  l’Associazione Culturale rende omaggio a Nenè Arcidiaco Borrello, pittrice e nel 2015 autrice di un volume di ricordi reggini, rigorosamente in vernacolo, che è poi la vera lingua di Nenè,  raccolti dalla viva voce dell’artista dalla stessa Pina De Felice.

Si avvia quindi per Anassilaos con Nenè Arcidiaco un viaggio alla ricerca del’ “tempo perduto” della nostra città che ha i nomi e i volti di uomini e donne (artisti, scrittori, docenti, scienziati) che ne hanno contraddistinto la storia, offrendo, come Nenè, tuttora in piena attività, uno spaccato significativo e importante di quel che eravamo. “Donna senza lettere”,  per parafrasare l’espressione l’ “omo sanza lettere” con la quale Leonardo si autodefiniva –  Nenè è un’artista autodidatta, priva cioè di studi artistici regolari. Ai tempi in cui era una giovane ragazza si usava di rado mandare le figlie a studiare tanto più se questi studi consistevano nell’imparare teoria e pratica dell’arte. Questa mancanza di studi  ha costituito sempre il cruccio, il dolore profondo dell’artista, che soltanto la passione ardente per la pittura, che ne ha accompagnato e ne accompagna tuttora la vita,  le ha consentito  di superare. Una passione ben documentata non soltanto dalle sue tele, dalle mostre personali realizzate e nella Galleria d’Arte gestita con infinito amore, ma anche nei ricordi sopra citati di “I stori i’na riggitana” che offrono accanto ai momenti privati della sua vita anche quelli pubblici di artista che riescono particolarmente interessanti e sapidi  perché raccontano  la  Reggio Calabria del bel tempo che fu,  città di provincia e ad un tempo vivace sul piano della cultura e dell’arte. Rivediamo così, attraverso la memoria di Nenè,  la Biblioteca De Nava così come essa era prima dei restauri che hanno eliminato, non si sa bene per quale misteriosa ragione,  la Sala Convegni spesso adibita all’allestimento delle personali degli artisti reggini. Ma soprattutto  cogliamo con straordinaria vivezza la trepidazione dell’Autrice,  la gioia intensa provata alla prima recensione pubblicata sul quotidiano locale (e chi di noi non ha provato la medesima sensazione a vedere il proprio nome o la propria immagine sulla carta stampata?), l’emozione dinanzi ai visitatori curiosi e il timore al primo approccio con la critica d’arte  che ha, nel racconto di Nenè,  il volto benevolo e rassicurante di Franco Cipriani, personalità rappresentativa del giornalismo e della cultura reggina, al quale spettava il compito di recensire la mostra. Nenè Arcidiaco Borrello da “riggitana”, pura finanche nella lingua vernacolare alla quale non ha mai rinunciato, vivace e arguta nella musicale cadenza del suo dialetto e nei motti di spirito, densi di una saggezza antica come il mondo, di questa nostra città è uno dei simboli viventi.

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