L’APPELLO DEI DOCENTI UNIVERSITARI: RAGGIUNTE LE 600 FIRME, «CONTRO OGNI OBBLIGO».

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L’appello dei docenti universitari contro il carattere discriminatorio del greenpass procede con un numero crescente di sottoscrizioni, grazie anche al clamore mediatico suscitato dall’adesione del prof. Alessandro Barbero. Gli organizzatori sottolineano che le adesioni, che rimangono aperte sul sito dei professori critici nei riguardi delle misure restrittive per l’accesso all’università (https://nogreenpassdocenti.wordpress.com/), sono arrivate alla cifra di 600, provenienti da tutta Italia e da ogni ordine e grado del corpo docente.

“Il numero in continuo aumento dei colleghi che hanno deciso di mettere in luce le criticità dello strumento ‘greenpass’ – mettono in luce i promotori dell’iniziativa – ci fa ben sperare sul successo dell’iniziativa, che va anche ben oltre le nostre più rosee aspettative”.

“Ci aspettavamo che il nostro appello avrebbe smosso più di qualche coscienza, ma non pensavamo in un numero così alto: segno che esiste un mondo rimasto finora in silenzio per una polarizzazione dai tratti ideologici che ha lungamente inquinato il dibattito. Ribadiamo che la scienza è dialogo e confronto, rifuggiamo ogni genere di etichetta che metta a tacere il prossimo, rifiutiamo ogni discriminazione che tragga origine da libere e legittime scelte individuali”.

I docenti sottolineano che l’appello è stato sottoscritto da molti docenti che hanno liberamente scelto di sottoporsi alla vaccinazione, ma che hanno comunque sentito l’esigenza di mettere in luce le enormi criticità che il greenpass, e ogni forma di obbligatorietà, presentano. “Serve un vero, serio e lucido dibattito scientifico sugli strumenti individuati dal governo e auspichiamo che si possa tornare a discutere su basi logiche ed evidenze scientifiche, lasciandoci alle spalle ogni forma di divisione che invece, troppo spesso, viene alimentata sui media con dichiarazioni irresponsabili e talvolta gravissime”.

“Oltretutto – concludono i docenti – l’entrata in vigore della tessera verde è caduta in agosto, nel periodo di chiusura delle università. Ciò non ha comunque impedito che si formasse un gruppo di menti critiche, che si fa ogni giorno sempre più nutrito: studiosi e docenti intendono ribadire i principi basilari della ricerca e del confronto, che dovrebbe essere sempre propri del mondo accademico. Perché Università significa universitas: una pluralità di visioni e di saperi che è troppo mancata negli ultimi tempi e che il nostro appello intende alimentare, con serietà e lucidità”.

 

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