Nicotera, guardia medica a singhiozzo. Pagano: La misura è colma

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Un semplice foglio di carta appiccicata al vetro del portone d’ingresso dell’ambulatorio distrettuale per informare la cittadinanza che <per assenza di personale personale medico la postazione di continuità assistenziale di Nicotera rimarrà chiusa per tutta la giornata del 27 novembre 2022> e che in caso di necessità bisogna <rivolgersi alle postazioni più vicine e/o al 118>. Così l’Asp di Vibo Valentia risolve l’emergenza sanitaria nel comprensorio nicoterese! Più o meno, siamo di fronte alla stessa “strategia” usata nei giorni scorsi allorchè per mettere in sicurezza le parti pericolanti della struttura ospedaliera gli operai inviati dall’Asp hanno utilizzato un nastro biancorosso di plastica subito spazzato via dal primo acquazzone. In realtà, chi sta comodamente seduto dietro una scrivania non tiene in alcun conto che, in caso di emergenza, gli utenti sanitari del comprensorio di Limbadi – Nicotera, oltre diecimila residenti, dovrebbero rivolgersi alle postazioni di Ricadi (20km), Caroniti di Joppolo (15 km) oppure San Calogero (12 Km) non facili da raggiungere specialmente di notte.

mimmo pagano

La strada litoranea per Ricadi è, infatti, interrotta da qualche giorno per frana, mentre per arrivare a Caroniti bisogna attraversare l’altopiano del Poro di questi tempi quasi sempre sommerso nella nebbia. Non meno complicato raggiungere San Calogero anche perché la strada di collegamento è disseminata di pericolosi tornanti e l’asfalto presenta tratti tipo gruviera. Ma c’è di più è di peggio. Dopo aver fatto tanta strada per raggiungere un’altra postazione di continuità assistenziale non è scontato che la persona bisognevole di cure riesca a trovare il medico. Questi, infatti, per rispondere a tutte le chiamate notturne, viene sballottato sull’intero territorio lasciando magari per ore scoperta la sede di servizio. Carenze che vanno sempre più aggravandosi a danno dei cittadini e del loro diritto a godere di livelli minimi di assistenza. <La misura è colma da tempo – sostiene l’ex vicesindaco Mimmo Pagano – e come cittadini non siamo più disposti a subire. L’interruzione di pubblico servizio non è la prima volta che accade e, probabilmente, non sarà neppure l’ultima. A questo punto, non ci resta che valutare se in quanto sta accadendo ci siano profili di responsabilità penale e regolarci di conseguenza>.

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