“Sogni e inquietudini nella letteratura antica e moderna” è tema guida del terzo degli incontri con i Licei reggini promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos congiuntamente con la Biblioteca De Nava. Dopo il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” e il Liceo Classico Tommaso Campanella, è la volta del Liceo Scientifico “Alessandro Volta” con letture a cura degli allievi dello stesso Istituto. Da conduttrice la Prof.ssa Anna Maria Borrello, Docente di Materie Letterarie presso il Liceo e Primo Collaboratore del Dirigente Scolastico. A portare i saluti Lucia Anita Nucera, Assessore Comune di Reggio Calabria; Daniela Neri, Responsabile della Biblioteca “Pietro De Nava”; Maria Rosa Monterosso, Dirigente Scolastico del Liceo “Alessandro Volta” di Reggio Calabria; Stefano Iorfida, Presidente Associazione Culturale Anassilaos. La letteratura deve sempre prendersi il diritto di generare inquietudine, altrimenti non è letteratura. Da questa inquietudine nasce l’etica dello scrivere. Il pensiero cioè che se si rinuncia a cambiare il mondo si rinuncia alla Scrittura pur scrivendo. L’inquietante della letteratura è che non è perfetta, non è pacificante, non è attuale, ma continua a parlare sempre nel tempo. In qualunque classico immortale queste tre caratteristiche sono assolutamente incontrovertibili. “Non siamo un’Arcadia, la Letteratura è vita” proclamava Francesco De Sanctis cioè la letteratura non è “vita senza inquietudine”, non è un territorio di esercizio passivo, ma attivo; non un luogo di consolazione, ma di crisi. L’inquietudine spesso si accompagna a un senso di attesa, a un profondo desiderio di cambiamento, all’osservazione insoddisfatta della realtà, all’incapacità di vedere le cose per ciò che saranno. Ognuno di noi custodisce in sé, in misura differente, una dose di inquietudine che sprona a rifiutare l’immobilismo e a ricercare altro. A partire dalla letteratura greca l’inquietudine è un tema profondo che attraversa diversi generi, dalla poesia epica alla tragedia, fino alla filosofia, manifestandosi come una tensione esistenziale tra l’uomo, il destino (Ananke), gli dei e la propria interiorità. Non si tratta solo di paura, ma di un disagio profondo, una sospensione e un desiderio insoddisfatto di senso.Nella letteratura romana influenzata da quella greca, l’inquietudine si manifesta come una “malattia” interna, una aegritudo o pathos che porta a una continua insoddisfazione e al desiderio di fuggire da se stessi, tema che prefigura l’ansia esistenziale moderna, la noia, la nausea, lo spleen, il male di vivere.Il taedium vitae è dunque una spinta emotiva e creativa fondamentale, spesso definita come “mancanza di quiete” o assenza di certezza, che agisce come sismografo dei turbamenti esistenziali, specialmente nel Novecento. Il percorso che si propone vuole essere un reading attraverso alcuni, inevitabilmente limitati ed esemplificativi passi tratti dalle letterature di vari tempi e popoli, da Eschilo a Sofocle, da Lucrezio a Seneca, da Dante a Petrarca, da Leopardi a Kafka , da Montale a Edgard Lee Masters , da Pessoa a Montale.

- Tags: Anassilaos, letteratura, Reggio Calabria, Sogni



