Incentivi ai legali che favoriscono i rimpatri volontari Michele Conìa: “Deontologicamente inaccettabile e a rischio incostituzionalità”

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“Esprimo tutto il mio disappunto sulle due disposizioni di legge contenute nel decreto-legge n. 23/2026, testo emendato dal Senato e ora all’esame della Camera, una deriva che mina il diritto di difesa per le persone di origine straniera destinatari di espulsione, piegandolo alle logiche di reimigrazione”. Non usa mezzi termini Michele Conìa , avvocato sindaco di Cinquefrondi (RC) e consigliere metropolitano della città metropolitana di Reggio Calabria, delegato alle Politiche dell’Immigrazione e dell’Accoglienza, manifestando un netto giudizio sull’ emendamento del decreto Sicurezza che prevede incentivi economici per gli avvocati che spingono i propri assistiti stranieri verso il rimpatrio volontario. Infatti con l’art. 30-bis si prevedono fino a 615 euro per pratica e contestualmente il decreto limita il gratuito patrocinio nei ricorsi contro le espulsioni dello straniero . Condivido – continua Conìa da esperto di Diritto- la dura posizione e le preoccupazioni del Consiglio nazionale forense, ossia il massimo organismo di rappresentanza della categoria, e dell’Associazione nazionale magistrati. Intanto l’Organismo congressuale forense , la rappresentanza sindacale dell’avvocatura italiana, ha ribadito la contrarietà al decreto sicurezza lanciando lo stato di agitazione. Il diritto alla difesa è un pilastro democratico dello Stato di diritto, una delle garanzie fondamentali riconosciute dall’ordinamento giuridico e un principio inviolabile sancito dall’art. 24 della Costituzione italiana, in particolare per i soggetti più vulnerabili come le persone straniere, migranti e richiedenti asilo, assicurando il patrocinio a spese dello Stato per i non abbienti.

Trovo deontologicamente inaccettabile incentivare i rimpatri con un compenso al legale, questa misura contrasta con l’idea stessa di difesa, rischiando di orientare la strategia difensiva. Considero positivamente l’attenzione del Colle di queste ultime ore e il mio auspicio è che il Parlamento intervenga chiedendo lo stralcio dell’emendamento.

Michele Conìa, avvocato, sindaco di Cinquefrondi (RC) e consigliere metropolitano della città metropolitana di Reggio Calabria, delegato a Trasparenza ed Anticorruzione, Politiche dell’Immigrazione e dell’Accoglienza e della Pace, Beni Culturali, Cultura, Spettacolo, Sanità, Sviluppo e crescita della Piana di Gioia Tauro.

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