E’ stata presentata a Gioia Tauro presso la storica Sala Le Cisterne, l’opera “La bambina che danzava con il vento” edita da Città del Sole Edizioni, della scrittrice, poetessa e giornalista di Gioia Tauro, Caterina Sorbara. L’evento rientra nel cartellone del Maggio dei Libri del Comune di Gioia Tauro, organizzato in sinergia con il Rotary Gioia Tauro e Rotary Club Palmi.
Dopo i saluti dei presidenti del Rotary Club di Gioia Tauro, Manuela Strangi, del presidente del Rotary Club Palmi e del sindaco
di Gioia Tauro, Simona Scarcella, che si sono soffermate sull’importanza dell’evento, ha dialogato con l’autrice, Diego Ricciardi, Past Presidente Rotary Club Palmi.

Dal dialogo è emerso che l’opera non è un romanzo tradizionale, ma una raccolta di racconti autobiografici e riflessivi nei quali l’autrice ripercorre momenti della sua infanzia e adolescenza trascorsi nel suo borgo natìo, descritto come un “piccolo mondo antico” o una sorta di “piccola Macondo”, come la città immaginaria descritta nel capolavoro di Gabriel Garcia Marquez, “Cent’anni di solitudine”. La narrazione si sviluppa come un viaggio nostalgico attraverso luoghi, profumi e persone del passato. Ogni racconto è come un soffio di vento che scuote gli angoli della memoria: il camino, le case, le canzoni, i profumi del mosto e delle zeppole, i mesi dell’anno nella Piana del Tauro e le figure familiari, in particolare le nonne emergono con delicatezza e realismo. Non ultimo la consapevolezza degli addii e delle perdite che segnano il cammino di crescita. Il passato non viene mai idealizzato in modo ingenuo; al contrario, emerge spesso come uno spazio ambiguo, capace di
offrire conforto ma anche di imprigionare chi vi si aggrappa. In questo equilibrio tra dolcezza e disincanto risiede uno dei maggiori punti di forza dell’opera.
“Tra la stesura di un libro, gli articoli, gli editoriali e le poesie – afferma la Sorbara -, mi piace scrivere racconti. Mi piace perché i racconti sono immediati e nella loro brevità, condensano tutto. A volte, anche in due sole pagine, posso raccontare, con dovizia di particolari, un’emozione, un momento speciale, un ricordo felice o doloroso o semplicemente una piccola storia, nata dall’ispirazione del momento. Scrivere racconti mi dona tanta gioia; in principio non pensavo ad un’eventuale pubblicazione, ma quando strada facendo, sono diventati tanti, ho iniziato a pensare che magari sarebbe stato bello far nascere un libro e condividerlo. È bello condividere con gli altri le proprie emozioni. Molti racconti sono nati in autunno, stagione a me cara per i suoi colori che ricoprono di magia la nostra terra. Nelle giornate autunnali fortemente crepuscolari, seduta su una panchina della villa della mia nobile e graziosa Cittanova, che ha dato i natali a nonno Ferdinando e, per questo un pò mia, mentre le foglie ingiallite danzavano nell’aria sospinte dalla leggera e dolce brezza autunnale, sono ritornati al mio cuore il borgo natìo, la casa dove sono nata e quella dove ho trascorso l’adolescenza, le “rughe”, ormai perse nel lago del tempo. A volte mi chiedo “se sono così” perché ho trascorso i miei primi dieci anni di vita insieme a nonna Grazia e le sue vicine di casa in quel “piccolo mondo antico”, in quella che io considero la mia piccola Macondo. Un mondo ormai scomparso, distrutto dalla “civiltà tecnologica e mediatica”.
Nel corso della presentazione la Sorbara ha ringraziato l’artista Emma Guerrisi di Cinquefrondi per averle permesso di impreziosire l’opera con il suo dipinto “La Pace”.



