L’Associazione culturale “Le Muse” domenica 24 maggio a Palazzo San Severino di Marcellinara (Cz) 

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L’Associazione culturale “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” questa settimana ritorna con i suoi appuntamenti domenicali il 24 maggio e lo fa con un momento di approfondimento presso il comune di Marcellinara in provincia di Catanzaro.

L’occasione è la XVI Giornata Nazionale ADSI – Associazione Dimore Storiche Italiane che dà la possibilità di visitare dimore storiche importanti ed inedite ed al tempo stesso di creare scambi culturali con importanti realtà storico – artistiche.

Il presidente Giuseppe Livoti ricorda come “Le Muse” da sempre hanno seguito, promosso e valorizzato le dimore storiche come lo attesta negli anni la promozione di Palazzo D’Agostino di Serrata o ancora Palazzo Malgeri a Bova Marina ed ancora con scambi culturali presso Villa Cefaly ad Acconia di Curinga, Palazzo Murmura a Vibo. In questo nuovo anno sociale saremo a Marcellinara ed esattamente a Palazzo Sanseverino.

Un incontro – visita che vedrà la presenza dei proprietari Gianpietro e Selvaggia Sanseverino  che accompagneranno i soci Muse all’interno di una residenza per un vero e proprio viaggio tra fonti documentali, arredi ed architetture che attestano l’andamento di gusto della famiglia dopo il terremoto del 1783. Nel corso della visita il direttivo Muse consegnerà alla famiglia il gagliardetto dell’associazione al suo 26esimo anno di attività.

Interessante, la storia sia della Famiglia Sanseverino. Il 3 febbraio 1445 Alfonso d’Aragona concesse a Niccolò Sanseverino dei Conti di Mileto la Baronia di Marcellinara quale ricompensa per l’aiuto offertogli dalla famiglia, durante il vittorioso assedio di Catanzaro, contro il Conte di Ventimiglia. Dell’antico castello rimangono il cortile e gli ambienti al piano terra. Qui i muri di tufo chiaro, i raffinati capitelli alla base degli archi e delle lunette, e le tracce di affreschi con disegni geometrici, denotano una funzione di “residenza” e non solo difensiva del castello. La maggior parte del castello fu distrutta dal terremoto del 1783 e su questi antichi resti fu costruito l’attuale palazzo completato nel 1790. A pianta quadrata, con il cortile centrale che presenta ancora l’antico acciottolato quattrocentesco, il palazzo è a due piani, adeguandosi così alle norme antisismiche stabilite dagli editti reali per la ricostruzione. La facciata è caratterizzata da un imponente loggiato costituito da cinque archi a tutto sesto e decorato da un bugnato liscio.

“Le scale del palazzo del barone Sanseverino sono tutte di questo marmo (il verde di Calabria), il che sarebbe altrove un lusso più che regale”.

(F. Lenormant, La Grande Grèce. Paysages et histoire, Paris 1881)

Gli ampi saloni di rappresentanza conservano ancora gli affreschi e gli antichi impiantiti di maiolica policroma di fattura napoletana. Un quadro che ritrae San Francesco di Paola, eseguito durante il Suo soggiorno, nel 1464, nel castello Sanseverino, è tuttora conservato nella chiesa del Palazzo. Dunque una occasione di approfondimento che pone ancora una volta il tema della valorizzazione dei nostri beni culturali, vere e proprie pagine di storia che ognuno dovrebbe conoscere e promuovere.

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