C’è chi racconta una storia con le parole, chi con la musica e chi, invece, sceglie i colori, le vignette e le emozioni di un fumetto. È accaduto alla scuola Secondaria di primo grado di Limbadi, dove il progetto “Una vita a colori” ha trasformato il ricordo di Mimmo Tripaldi in un’esperienza viva, intensa e sorprendentemente attuale agli occhi dei più giovani.
Durante la festa di fine anno scolastico, tra applausi, sorrisi e momenti di commozione, gli studenti partecipanti al progetto hanno presentato il risultato del loro lavoro: un fumetto cartaceo e digitale dedicato al giovane limbadese ricordato da tutti come esempio di resilienza, altruismo, empatia e amore verso il prossimo. Alla manifestazione erano presenti il dirigente scolastico, Marisa Piro, il neosindaco di Limbadi, Nino Taverniti, i familiari di Mimmo, i membri dell’Associazione Culturale “Mimmo Tripaldi” e un pubblico numeroso. Ma più che una semplice presentazione, quella andata in scena è stata la condivisione di un percorso umano prima ancora che scolastico.
“Tutto è iniziato dall’ascolto – affermano le docenti responsabili del progetto, Mariadomenica Nazionale e Paola Scarfone -. I ragazzi hanno incontrato familiari e amici di Mimmo,
raccogliendo ricordi, aneddoti e frammenti di vita che, poco alla volta, hanno preso forma tra matite, dialoghi e didascalie. Da quei racconti è nato un fumetto capace di parlare ai giovani con il loro stesso linguaggio”.
Tra le tavole illustrate scorrono i momenti più significativi della vita di Mimmo: gli studi, il lavoro, i viaggi, la passione per la musica, il volontariato, la quotidianità fatta di piccoli gesti e grandi valori. E tra le pagine compare anche una scena speciale, ispirata a un momento realmente vissuto dagli studenti durante il progetto: la festa di compleanno organizzata per Mimmo il 9 maggio all’interno della scuola. Per quell’occasione i ragazzi hanno pensato a tutto: addobbi, presentazione dell’evento, accoglienza degli ospiti e persino una divertente gara di karaoke a squadre che ha coinvolto compagni, docenti e invitati in un clima di autentica partecipazione. Una sfida dove non contava vincere, ma stare insieme. E infatti, alla fine, vincitori lo sono stati davvero tutti, uniti dal canto, dal sorriso e dalla sensazione di sentirsi profondamente connessi con il festeggiato.

Il progetto non si è fermato alla creatività artistica. Il fumetto è stato drammatizzato dagli stessi studenti e successivamente trasformato anche in formato digitale grazie all’utilizzo di Canva e Padlet, strumenti con cui gli alunni si sono cimentati sotto la guida delle docenti, sviluppando competenze comunicative, digitali e collaborative. Dietro ogni vignetta, però, c’è stato molto di più. “Una vita a colori – dichiarano le insegnanti – ha rappresentato un’autentica esperienza di crescita personale e collettiva. Gli studenti hanno consolidato competenze disciplinari legate all’Italiano, imparando al tempo stesso a esprimersi secondo le proprie attitudini, a valorizzare le differenze, a collaborare e ad ascoltare. L’approccio orientativo del percorso ha favorito la conoscenza di sé, l’immedesimazione, la metacognizione e soprattutto l’empatia, educando i ragazzi a valori fondamentali come il rispetto, la tolleranza e la solidarietà. Valori che non sono rimasti soltanto parole scritte su una pagina, ma si sono trasformati in esperienze concrete e condivise. E forse è proprio questo il vero significato del progetto. Perché il successo di “Una vita a colori” non si misura soltanto nel fumetto realizzato o negli strumenti digitali appresi, ma soprattutto nel cammino percorso insieme: nelle emozioni condivise, nelle relazioni costruite, nella capacità di guardare l’altro con occhi nuovi”.
Un’esperienza che resterà nel cuore degli studenti e dell’intera comunità scolastica di Limbadi come testimonianza di una scuola capace non solo di insegnare, ma anche di formare persone nella loro interezza.



