Grande partecipazione alla Festa del Diritto al Gioco promossa Nicotera dal Comitato Provinciale di Vibo Valentia per l’Unicef. Una giornata all’insegna del divertimento, della condivisione e della solidarietà che ha animato la cittadina con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità sull’importanza del gioco come diritto fondamentale di ogni bambino.
L’evento ha visto la partecipazione di numerosi bambini e famiglie che hanno potuto trascorrere momenti di allegria attraverso alcuni dei giochi più tradizionali e coinvolgenti. Tra le attività proposte si sono svolti momenti dedicati al
basket, golf, bowling e lancio dei cerchi, di palline e tiro a segno…offrendo ai partecipanti occasioni di svago, socializzazione e sana competizione. Particolarmente apprezzato il momento della merenda, durante il quale i bambini hanno gustato il semplice e genuino pane e olio, simbolo della tradizione e della convivialità. La giornata si è poi conclusa con una divertente Gimcana, organizzata dal Vespa Club nicoterese con il quale c’è collaborazione da anni, che ha coinvolto tutti i partecipanti in un percorso ricco di entusiasmo e spirito di squadra.
L’iniziativa organizzata per richiamare l’attenzione sui diritti dell’infanzia e sostenere i bambini che vivono situazioni di difficoltà, ha ricordato come il gioco rappresenti uno strumento essenziale per la crescita e il benessere di ogni bambino.
“Iniziative come la Festa del Diritto al Gioco – afferma il presidente provinciale Unicef, Gaetano Aurelio – rappresentano un’occasione preziosa per affermare concretamente i diritti dei più piccoli e sensibilizzare la comunità sui bisogni dei bambini più vulnerabili. Unicef continuerà a essere presente sul territorio con attività capaci di unire educazione, partecipazione e solidarietà. Si ringrazia tutti i volontari, le famiglie e i partecipanti che hanno contribuito al successo della manifestazione, confermando ancora una volta il valore dell’impegno condiviso a favore dell’infanzia. Perché ogni bambino ha diritto a giocare, crescere e sorridere”.




