Una nuova iniziativa per non dimenticare la tragedia del popolo palestinese si è svolta nel pomeriggio dell’11 a Vibo Valentia, nei locali della fattoria didattica e sociale Junceum, su impulso del Comitato Provinciale Pro Palestina di Vibo Valentia e del Centro Operativo La Goccia.
“Quanti sono intervenuti sul luogo – afferma Francesca Romano del Coordinamento Vibo Valentia Pro-Palestina – hanno potuto assistere alla proiezione del film “Vietato sognare”, un’opera del 2008 che punta l’attenzione sulla condizione dei bambini palestinesi nella striscia di Gaza e nei territori occupati della Cisgiordania, mostrando come essi vivano, ormai da diverse generazioni, in una situazione di continua violenza e sopraffazione, che ha reso incerte e pericolose anche le più semplici attività quotidiane (quali andare a scuola o giocare all’aperto). Ciò si è tradotto, e si traduce, nella costante negazione dei diritti di cui questi bambini dovrebbero godere al pari degli altri, e nella perdita stessa dell’infanzia, che soffoca la loro possibilità di progettare, di sognare un futuro, diverso da un contesto in cui si trovano a dover diventare subito adulti. “Vietato sognare”, appunto, schiacciare tutti sulle necessità dell’oggi, da cui nemmeno un aquilone può più alzarsi”.
La peculiarità del film, per la Romano, sta nelle voci che accompagnano una narrazione già allora drammatica; due dei protagonisti, un soldato israeliano e un combattente palestinese, tentano di trovare un filo che li porti fuori dalla spirale. Significativa la finalità espressa dagli intervistati, quella di promuovere quella “guerra culturale” che parta in primo luogo dal riconoscimento reciproco e pieno, e che giunge alla creazione di un’associazione comune, “Combatants for peace”; significativa la revisione che i protagonisti fanno, con forme diverse, della loro vita, il soldato israeliano rifiutando la cultura della militarizzazione e del nemico in cui è stato formato, e il combattente palestinese constatando le rovine personali e sociali generate da un sistema basato solo sulla vendetta; ma ancor più significativa è l’affermazione che questa rivoluzione culturale debba partire dalla verità e dalla giustizia – “di cui i bambini di Gaza sono affamati”, come afferma uno dei protagonisti- , una consapevolezza che porta l’associazione a supportare con varie attività (di scorta e protezione, di advocacy etc) coloro che sono, in questo contesto, gli oppressi, ed in particolare i bambini, perché non venga “messa a dieta”, col resto, anche la loro capacità e possibilità di sognare.
Alla proiezione, cui ha presenziato anche il sindaco della città, sono seguite alcune riflessioni e proposte, tra cui sia quelle relative agli strumenti che ognuno ha a disposizione per far sentire il proprio dissenso, sia quella, assai più rilevante, prospettata all’amministrazione: attivare un gemellaggio tra il comune di Vibo Valentia e un comune palestinese, della striscia di Gaza o dei territori occupati, proposta che ha registrato la disponibilità del sindaco presente. “Si tratterebbe – si è sottolineato – di un atto non solo simbolico, ma anche concreto, volto a mitigare il senso di impotenza che ci pervade a fronte delle notizie e delle immagini che continuano ad arrivare da Gaza e dai territori occupati, e che, nel contempo, consente di riprendere in mano quel filo di verità e giustizia che, solo, può avvicinarci ad un reale percorso di pace”.




