A.N.E.I. SEZIONE DI FIRENZE

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ANEI – sez. Firenze

20 settembre 2026 «Les pionniers d’un monde sans guerre sont les jeunes gens qui refusent le service militaire.» — Albert Einstein (1931) Cos’è un lager? Sono mille e mille occhiaie vuote, sono mani magre abbarbicate ai fili, son baracche, uffici, orari, timbri e ruote, son routine e risa dietro a dei fucili, sono la paura, l’ unica emozione, sono angoscia d’ anni dove il niente è tutto, sono una pazzia ed un’ allucinazione che la nostra noia sembra quasi un rutto, sono il lato buio della nostra mente, sono un qualche cosa da dimenticare, sono eternità di risa di demente, sono un manifesto che si può firmare… — Francesco Guccini (1981, figlio di Ferruccio, Internato Militare Italiano) SECONDA GIORNATA DEGLI INTERNATI ITALIANI NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO TEDESCHI Dichiarazione del Dott. Mauro Perini, Presidente di ANEI Firenze (Associazione Nazionale Ex Internati nei Lager Nazisti) IO RIFIUTO E POI RIPUDIO Lettera aperta ai giovani italiani di non importa quale età «I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo.» — Sandro Pertini, Messaggio di fine anno, 1978 Io rifiuto e poi ripudio. È successo. È successo a centinaia di migliaia di giovani soldati italiani. Si sono rifiutati di fare la scelta più comoda, di aderire al nazifascismo. In cambio hanno avuto il lager. Cos’è un lager? Fame, distruzione, paura, prigione, sofferenza, tormento. E ancora fame. E ancora paura. Eppure, hanno resistito. Gli IMI che oggi ricordiamo, con il loro sacrificio silenzioso, hanno piantato il seme della Resistenza e della Repubblica. Poi, hanno ripudiato. Hanno ripudiato ciò che avevano conosciuto dal di dentro e dentro di loro . E quel ripudio lo hanno scritto nella nostra Costituzione: L’Italia ripudia la guerra. Ragazzi e ragazze, di non importa quale età: le cose hanno preso una brutta piega. Mi rivolgo a voi. A voi che vi rifiutate di prendere per buone le “verità” della televisione. Vi chiedo di fare un passo avanti. Conosciamoci. Noi che abitiamo la “terra di mezzo” sentiamo di non essere all’altezza della memoria dei nostri padri, di quella straordinaria pagina di democrazia e fame di libertà. Per questo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Parliamo. C’è molto da dire, da raccontare, da capire. I nostri anziani, con un tono misto di dolore e orgoglio, ripetevano spesso: «Perché noi s’è fatto la guerra…». Come a dire: abbiamo superato l’inferno, niente può più spaventarci. Massimo rispetto. A confronto, noi la “guerra” alla pandemia l’abbiamo vissuta protetti sui divani di casa, tra una PlayStation e un pacchetto di patatine. Ma c’è una differenza fondamentale da comprendere: loro la guerra l’hanno subita. Non l’hanno scelta. Li hanno mandati al fronte. Ma dopo l’8 settembre, una scelta l’hanno fatta: hanno scelto la prigionia, il lager, pur di non tradire l’umanità. I popoli subiscono le guerre, non le vogliono. I popoli vogliono la pace, la convivenza, la prosperità reciproca. Vogliono conoscersi, scambiare musica, mescolare culture. Vogliono costruire ponti, non muri. Chi ha conosciuto la guerra non la desidera mai più. Eravamo in tantissimi, con le nostre bandiere, all’ultima Marcia Perugia-Assisi. Una marcia contro i conflitti, certo, ma anche una manifestazione di resistenza attiva contro l’ignoranza e la protervia del potere. È stata una bellissima alleanza intergenerazionale che fa bene al cuore. Alla vostra età cantavamo contro le armi e contro i blocchi contrapposti, sognando un’Europa senza missili, dall’Atlantico agli Urali. Oggi lo scenario cambia, cambiano le tecnologie, si parla di droni e di algoritmi, ma il pericolo è lo stesso. Non lasciamoci espropriare del futuro e della speranza dai benpensanti del privilegio, appollaiati sui loro trespoli di comando a distribuire illusioni e intelligenze artificiali. Bastiamo a noi stessi. Veniamoci incontro, perché ora come non mai abbiamo bisogno gli uni degli altri. Ragazzi, le cose hanno preso una brutta piega. C’è bisogno di tutti. Anche noi abbiamo bisogno della vostra memoria: quella che deve ancora venire. Perché la memoria non è una natura morta. Vive, ogni giorno, nelle scelte di ognuno di noi.

Mauro Perini Presidente di ANEI Firenze

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