CINQUEFRONDI – Il Consiglio Comunale di Cinquefrondi ha approvato ufficialmente l’ordine del giorno “La Palestina non deve sparire”, promosso dal Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani. Con questo atto deliberativo, la Città di Cinquefrondi riafferma con forza la propria posizione al fianco del popolo palestinese e adotta formali impegni per la pace, la legalità internazionale e la tutela dei diritti umani fondamentali.
L’ordine del giorno approvato impegna il Sindaco e la Giunta a sollecitare il Governo e le istituzioni italiane ed europee affinché si intervenga per fermare ogni atto di violenza, garantire soccorso alla popolazione civile di Gaza, Gerusalemme Est e della Cisgiordania, sostenere le istituzioni internazionali e tutelare i diritti di autodeterminazione e dignità del popolo palestinese. Con questo passo, Cinquefrondi aderisce ufficialmente alla rete delle “Città per la pace e i diritti umani”.
L’approvazione di quest’ultimo ordine del giorno non è un atto isolato, ma si inserisce in un percorso coerente e continuativo che il Comune di Cinquefrondi porta avanti da anni. Dalle bandiere palestinesi esposte sul Palazzo Municipale in segno di solidarietà, alle manifestazioni pubbliche, i momenti culturali, gli eventi educativi nelle scuole e i continui appelli del territorio contro la guerra e per un porto di pace a Gioia Tauro, la comunità cinquefrondese si confermata un vero e proprio “cantiere di pace” attivo.
Grande la soddisfazione espressa dal Sindaco Michele Conia e dall’Assessora Roberta Manfrida
«La drammatica crisi umanitaria e le violazioni dei diritti in Palestina non ci permettono di rimanere inermi o indifferenti» – dichiarano il Sindaco Conia e l’Assessora Manfrida – «L’approvazione di questo ordine del giorno è un ulteriore e doveroso tassello nel solco delle tantissime iniziative che come Amministrazione abbiamo promosso e continueremo a sostenere per la giustizia, la legalità internazionale e il rispetto della dignità umana. Cinquefrondi è stata, è e sarà sempre dalla parte della Pace e dei Popoli oppressi. Ogni Comune può e deve far sentire la propria voce: fare la nostra parte è un dovere morale ed istituzionale».

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