A Patti, apre il Museo EIKON 2: le icone bizantine del  nobile maestro Paolo Lanza trovano una nuova casa. Dopo la sede di Ficarra, l’arte sacra di tradizione orientale approda nella città di Patti. Un nuovo spazio dedicato alla spiritualità, alla bellezza e alla riscoperta delle radici bizantine della Sicilia

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La tradizione millenaria dell’iconografia bizantina si arricchisce di un nuovo spazio espositivo nel Messinese. È stato inaugurato a Patti il Museo EIKON 2, seconda sede del progetto artistico e culturale promosso dal maestro iconografo Paolo Lanza, già protagonista di un’esperienza espositiva a Ficarra, suggestivo borgo medievale dei Nebrodi.

L’apertura rappresenta un ulteriore passo avanti nella valorizzazione di un patrimonio artistico che unisce ricerca spirituale, sapienza artigianale e memoria storica, offrendo al pubblico l’opportunità di avvicinarsi a una forma d’arte nella quale ogni dettaglio racchiude un significato che va oltre la dimensione estetica.

Il primo Museo EIKON, situato a Ficarra, accoglie i visitatori in un ambiente dal fascino d’altri tempi, caratterizzato da arredi d’epoca e da una cappella greco-ortodossa che contribuisce a ricreare un’atmosfera raccolta e contemplativa. Qui le opere di Paolo Lanza si inseriscono in un contesto capace di evocare la storia e la spiritualità della tradizione orientale.

Con la nuova sede di Patti, il progetto amplia il proprio orizzonte, rafforzando la presenza dell’arte iconografica sul territorio e creando un ulteriore punto di riferimento per appassionati, studiosi e visitatori interessati alle espressioni più autentiche dell’arte sacra.

Al centro della produzione artistica di Paolo Lanza si trova il rispetto per i canoni tradizionali dell’iconografia bizantina. Le opere vengono realizzate attraverso procedimenti antichi, come la tempera all’uovo e l’applicazione della foglia d’oro, elementi che contribuiscono a conferire alle tavole una luminosità particolare e un forte valore simbolico.

Un aspetto significativo del lavoro del maestro è anche la scelta dei supporti. In alcune creazioni, il legno proviene da materiali recuperati, compresi frammenti antichi e resti di imbarcazioni restituiti dal mare. Materie segnate dal tempo diventano così parte integrante dell’opera, assumendo un nuovo significato attraverso il processo creativo.

Il recupero di questi materiali suggerisce un legame profondo tra memoria e rinascita: ciò che appare consumato o abbandonato può trasformarsi in uno strumento di bellezza e in un veicolo di significati spirituali.

La scelta di ampliare il percorso espositivo a Patti si inserisce in un territorio che conserva testimonianze preziose del rapporto storico tra la Sicilia e il mondo bizantino. L’isola, nel corso dei secoli, è stata un luogo d’incontro tra culture, tradizioni artistiche e sensibilità religiose differenti, lasciando tracce importanti nell’architettura e nell’arte sacra.

I mosaici delle cattedrali di Cefalù, Palermo e Monreale rappresentano alcune delle espressioni più celebri di questa eredità, ancora oggi capace di suscitare interesse e meraviglia.

In questo contesto, l’icona occupa un posto particolare. Non si limita a raffigurare figure sacre, ma propone un linguaggio simbolico attraverso il quale la dimensione visibile si apre a quella spirituale. La composizione, i colori, la luce dell’oro e l’intensità degli sguardi concorrono a creare un’esperienza che invita alla riflessione e alla contemplazione.

Attraverso la propria attività, Paolo Lanza contribuisce a mantenere viva questa tradizione, riproponendone i principi attraverso opere realizzate nel presente e destinate a un pubblico contemporaneo.

L’inaugurazione del Museo EIKON 2 aggiunge una nuova opportunità al panorama culturale della provincia di Messina. Le due sedi, quella di Ficarra e quella di Patti, delineano un percorso che collega l’entroterra dei Nebrodi alla fascia costiera tirrenica, mettendo in relazione luoghi, arte e spiritualità.

Un itinerario che può suscitare l’interesse non soltanto degli appassionati di arte sacra, ma anche di quanti scelgono forme di turismo attente alla storia, alle identità locali e alle tradizioni artistiche meno conosciute.

Con la nuova apertura, le icone di Paolo Lanza trovano un ulteriore spazio per essere conosciute e apprezzate, mentre Patti si arricchisce di una proposta culturale che dialoga con il passato e guarda al futuro.

Un’iniziativa che contribuisce a valorizzare la ricchezza artistica del territorio messinese, dimostrando come la tutela della memoria e la promozione della bellezza possano diventare occasioni di incontro, conoscenza e crescita culturale.

Caterina Sorbara

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