MICHELE TRIPODI SINDACO DI POLISTENA: DALLA PARTE DI CHI LAVORA!!! SOSTEGNO ALLO SCIOPERO

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Michele Tripodi sindaco di Polistena afferma:<<Sosteniamo e condividiamo le ragioni della protesta di #lavoratori agricoli, autotrasportatori e pescatori, impegnati in numerosi sit-in in Calabria e in tutto il Mezzogiorno.
Sono le categorie che ogni giorno lavorano, producono e tengono in piedi pezzi fondamentali della nostra economia, ma che oggi sono schiacciate dall’aumento dei costi, a partire da quelli dell’energia e del carburante, e da un sistema economico che tutela i grandi interessi della globalizzazione a scapito delle piccole imprese e del lavoro.
Il Governo Meloni e i governo europei, anziché destinare risorse per il riarmo e le guerre, dovrebbero mettere al centro le vere emergenze sociali ed economiche, contrastare il potere delle multinazionali dell’energia, abbattere il costo del gasolio e restituire potere d’acquisto a lavoratori, famiglie e piccole imprese artigiane. Gli autotrasportatori lamentano anche l’eliminazione del credito di imposta e compensazione delle accise.
La Regione Calabria, a parte la fiammata del presidente #Occhiuto che ha messo 15 milioni sul piatto… ma da destinare a chi o a che cosa… ancora non è chiaro.
Troppo poco per arginare localmente i mercati impazziti e la delocalizzazione globalista che ha prodotto su scala mondiale scenari bellicosi, nuovi conflitti, la folle rincorsa al nucleare e profonde disuguaglianze sociali sul piano interno, impoverendo i territori e mettendo in ginocchio interi settori dell’economia locale>>.
Infine Michele Tripodi conclude:<<Per questo siamo dalla parte di chi protesta, di chi lavora, di chi vuole stare in pace e non in guerra, e che oggi chiede semplicemente di poter continuare a vivere dignitosamente del proprio lavoro.
La politica deve tornare a scegliere da che parte stare.
Io ho già scelto anche come Sindaco a schierarmi dalla parte dei lavoratori e dell’economia territoriale, ma pure contro ogni guerra sempre e comunque usata come strumento per distogliere l’attenzione sui problemi e come alibi per le crisi economiche generate dalle storture del capitalismo oligarchico e predone>>.

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