Un romanzo breve e veloce come la vita, che indaga le contraddizioni di una storia straordinaria come quella di Freddie Mercuri. E’ l’opera letteraria di Vincenzo Furfaro, che riesce a entrare nell’esistenza di Farrokh, prima che diventasse leggenda. Lo fa in maniera intensa ed elegante, rispettando l’anima dell’artista, senza giudicarla. L’autore torna nel suo piccolo centro di Melicucco, a cui è profondamente legato, per raccontare alla città di Rosarno e alle nuove generazioni, il suo ultimo capolavoro: “Mi chiamo Farrokh”. Nasce da questo intento la presentazione del suo libro, organizzata dall’associazione Fiby Royal Club, presieduta da Domenico Romeo, nell’auditorium dell’Istituto Comprensivo Marvasi – Vizzone. Un’associazione che ha l’obiettivo di dare uno spazio di espressione a tutti gli artisti del territorio per promuovere la cultura a Rosarno. Un progetto possibile grazie alla collaborazione della scuola guidata dal dirigente scolastico Domenico Mammola, e della politica, rappresentata dal deputato Giovanni Arruzzolo, da Maria Fedele, presidente della Commissione Cultura e Valorizzazione dei Beni Storici, Istruzione e Pari Opportunità di Anci Calabria, e dal consigliere di maggioranza Giuseppe La Torre. L’incontro con l’autore è stato moderato da Giulia Stilo, vice presidente Fiby Royal, che accompagna l’autore ad aprirsi, svelando l’anima di un volume particolare. Furfaro confida ai partecipanti di non aver mai accettato le origini di Freddie (nato a Zanzibar) e divenuto famoso in Inghilterra, e di aver cambiato il destino di un uomo, che ha fatto della musica, una parola con la lettera maiuscola, con i suoi compagni di viaggio inaspettati: un tedesco e un inglese. Furfaro racconta l’interiorità di Freddie che si incrocia con la sua, soffermandosi sul capitolo del successo di un giovane che ha conquistato platee in tutto il mondo, dai concerti in Brasile a quelli in Cina, davanti a migliaia di persone ai suoi piedi. Un modo per dire che anche dopo la celebrazione, non possiamo mai dimenticare chi siamo, le nostre radici. L’autore ricorda anche il rapporto di Farrokh con Mary, ma rivela qualcosa di più importante dell’amore e dei sentimenti: la libertà di svelare al mondo la vera identità. Farrokh era omosessuale. Al riguardo, lo scrittore sottolinea quanto sia difficile dimostrarci autentici, affermando, che Ferrokh avrebbe voluto che la gente accettasse almeno il coraggio di aver rivelato la verità. Furfaro dunque reincarna Farrokh e coglie la sua forza e la sua determinazione, invitando i giovani a spostare il muro, anche se ci è stato insegnato che quel muro non può spostarsi. Durante uil dialogo con lo scrittore, Anna Rao emoziona il pubblico, cantando alcuni brani di Freddie, riportando in vita l’anima musicale di una celebrità immortale.

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